Dal 1° gennaio, come abbiamo già segnalato, sono state modificati i limiti di esenzione fiscale per i buoni pasto [i c.d. “ticket restaurant”], però con una importante distinzione tra quelli cartacei e quelli elettronici.

Infatti, la Legge di Bilancio 2020 ha ridotto a € 4 l’esenzione riguardante i buoni cartacei aumentando per contro a € 8 l’importo esente da imposte del reddito derivante da buoni pasto elettronici.

Riassumendo in ogni caso le regole generali sui buoni pasto, ricordiamo che:

– non sono cedibili a terzi e quindi li può utilizzare soltanto il titolare;

– non sono convertibili in denaro;

– vengono elargiti per ogni giornata di fatto lavorata dal dipendente;

– non possono essere utilizzati cumulativamente oltre il limite di 8 buoni giornalieri;

– possono essere percepiti sia dai lavoratori dipendenti che da stagisti, tirocinanti, ecc.

È chiaro, in definitiva, che l’intervento legislativo sui buoni pasto, favorendo l’utilizzo – come d’altronde stiamo vedendo – di quelli elettronici, recherà nei fatti benefici [diretti o indiretti] sia al datore di lavoro che al lavoratore, permettendo al tempo stesso anche una migliore tracciabilità delle transazioni effettuate con questo metodo di pagamento, a vantaggio quindi dell’interesse pubblico generale al controllo della circolazione del denaro.

(giorgio bacigalupo)