[…un breve cenno sul da farsi in questi casi e l’utilità di monitorare SKYNET…]

Come abbiamo avuto modo di osservare in più occasioni, le FE vanno SEMPRE inviate ai propri clienti attraverso lo SDI – eccetto le ipotesi di esclusione contemplate dalle disposizioni applicabili [v. al riguardo Sediva News 13/02/20: “Mancata ricezione della fe da parte del fornitore: quando va emessa l’autofattura spia”] – perché in caso contrario si considerano come non emesse.
La FE – per espressa previsione normativa – deve essere emessa, ovvero trasmessa allo SDI, entro 12 giorni dalla effettuazione della operazione, ribadendo ancora una volta che come data di effettuazione dell’operazione ai fini IVA la legge considera, attenzione, quella del pagamento del compenso, quando si tratti della prestazione di un servizio, e invece quella di consegna o spedizione in caso di cessione di beni.
Nell’ipotesi invece di fatturazione differita, la FE deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo, ma con la data – giova sottolinearlo – dell’ultimo giorno del mese di effettuazione dell’operazione [secondo quanto appena rilevato al riguardo].
In ogni caso, quando il file .xml è trasmesso allo SDI vengono automaticamente effettuati da quest’ultimo – quindi in realtà dall’Agenzia delle Entrate – dei controlli puramente formali e, laddove superati, la FE [ricordando che la “bocciatura” da parte dello SDI è senza appello] viene finalmente trasmessa al vs cliente.
Diversamente, lo scarto della FE è determinato da un errore del/nel suo contenuto e non può quindi MAI essere ricondotto a un rifiuto del vs cliente che infatti, per contestare la FE, non può usare lo SDI ma soltanto i mezzi ordinari (e-mail, posta, telefono, diffide, iniziative giudiziarie, ecc.).
Sono comunque fatte salve le eventualità in cui si tratti di una FE emessa nei confronti della PA [FEPA o fattura c.d. B2G], perché qui invece il cliente, cioè la PA, può rifiutarle per osservazioni attinenti alla forma [ad es., per riferimento amministrativo non conforme] e/o al merito, cioè al suo contenuto [per difformità, ad es., rispetto all’ordine] e in tale ultima evenienza il funzionario pubblico può anche allegare al rifiuto un messaggio alla farmacia sulla difformità riscontrata.
Ma cosa fare se la fattura viene scartata dallo SDI?
In caso di mancato superamento dei controlli, viene recapitata entro 5 giorni dall’Agenzia delle Entrate alla farmacia una “ricevuta di scarto” – che il ns. Studio provvede subito a comunicarvi via mail, dandovi anche la possibilità di visionare sia la FE “incriminata” e sia la ricevuta di scarto tanto su SKYNET [evidenziata in rosso] quanto nel vostro gestionale di farmacia – secondo il percorso qui di seguito indicato:

 

 

 

 

 

A questo punto, per risolvere il problema la farmacia – alternativamente e senza incorrere nella sanzione – può nei cinque giorni successivi alla ricezione della notifica di scarto:

  • riemettere la FE (quindi inviarla nuovamente) tramite SDI con la data ed il numero del documento originario;
  • emettere una FE con nuovo numero e data (coerenti con gli ulteriori documenti emessi nel tempo trascorso dal primo inoltro tramite SDI) e in ordine alla quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata dallo SDI;
  • emettere una nuova FE (come detto nel punto precedente), ma ricorrendo a una specifica numerazione che – nel rispetto della sua progressività – faccia emergere che si tratta di un documento rettificativo del precedente, variamente viziato e appunto scartato dallo SDI [a mero titolo esemplificativo: FE n. 1/R].

Da ultimo ricordiamo che la mancata emissione della fattura nei termini previsti – ovvero entro i cinque giorni successivi dal ricevimento della ricevuta di scarto – comporta l’applicazione delle sanzioni per ogni FE:

  • tra il 90 e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato, con un minimo di 500 euro;
  • da 250 a 2mila euro se la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.

Si potrà tuttavia ricorrere anche in questi casi al ravvedimento operoso.

(marco righini)