[… e anche se relativo solo a una parte dell’unità abitativa]

Ho acquistato quest’anno un appartamento con i requisiti prima casa. È possibile affittarlo per periodi brevi, anche avendo nello stesso la residenza, senza perdere le agevolazioni fiscali per la compravendita?

La risposta è affermativa.
Le agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa – in particolare, sul piano fiscale, laddove l’abitazione venga acquistata da un’impresa, sconterà l’Iva al 4% e le imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa pari a 200 euro ciascuna, mentre, se l’acquisto viene effettuato tra privati, sconterà l’imposta di registro al 2% e le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa pari a 50 euro ciascuna – si applicano, come ricordato ripetutamente, a condizione che nell’atto di compravendita l’acquirente dichiari:
– di non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa di abitazione [per la quale abbia già goduto dei benefici prima casa, ovvero, laddove il contribuente fosse già proprietario di un altro immobile acquistato con le agevolazioni prima casa, avrebbe bensì diritto ai benefici suindicati a condizione però che la casa già posseduta sia venduta entro un anno dal nuovo acquisto] ubicata nello stesso comune in cui è situato l’immobile che si intende acquistare;
– di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su un’altra casa di abitazione, acquistata, anche dal coniuge, fruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.
L’immobile inoltre, come è noto, deve essere ubicato: nel comune di residenza dell’acquirente, ovvero nel comune in cui, entro 18 mesi, egli stabilirà la propria residenza.
Essere pertanto acquirente di un immobile “prima casa” non vuol dire dover necessariamente stabilire la residenza in quell’abitazione, perché la legge è chiara sul punto: la residenza dev’essere fissata nel comune in cui è situato l’immobile, non nell’immobile medesimo.
In questo contesto, ed è sempre l’Agenzia delle Entrate a specificarlo, “la locazione non implica la decadenza dai benefici prima casa in quanto non si verifica la perdita del possesso dell’immobile
Ricorrendo perciò i requisiti e le condizioni di cui sopra, l’immobile acquistato con i benefici della prima casa potrà essere anche concesso in locazione (ordinaria o breve), totale o parziale, senza perdere i benefici stessi.
Se quindi io vivo in affitto a Firenze dove ho la residenza, e acquisto a Firenze un immobile non avendo in precedenza mai goduto dei benefici prima casa, potrò goderne e non li perderò neppure nel caso in cui io affitti l’immobile a terzi anche limitatamente a due o tre vani.
Ricordiamo da ultimo – è sempre bene farlo perché è facile dimenticarsene – che, per usufruire delle agevolazioni “prima casa”, l’abitazione che si acquista deve appartenere a una delle seguenti categorie catastali: A/2 (abitazioni di tipo civile), A/3 (abitazioni di tipo economico), A/4 (abitazioni di tipo popolare), A/5(abitazioni di tipo ultra popolare), A/6 (abitazioni di tipo rurale), A/7 (abitazioni in villini), A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi), nonché le relative pertinenze al servizio dell’abitazione, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria.

(valerio salimbeni)