La “trasformazione” recata dalla Legge di Bilancio 2020 (comma 184 e ss.)  del c.d. “super-ammortamento” in un credito di imposta del 6% per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi diversi da quelli “Industria 4.0” – di cui abbiamo parlato nell’analisi della legge stessa – ha recato un grosso regalo ai professionisti/imprenditori in regime forfetario.

Costoro, infatti, non potevano usufruire del “super-ammortamento” dato che non era e non è per loro prevista una deduzione analitica dei costi di gestione, essendo il relativo reddito determinato per l’appunto forfetariamente, mediante cioè l’applicazione di un coefficiente di redditività ai compensi imponibili.

Ma con questa novità l’agevolazione muta da maggiorazione delle quote di ammortamento  [quindi, una misura che amplifica la deduzione dei costi fiscali]  in credito di imposta spendibile nel mod. F24, per ciò stesso in compensazione di altre imposte e/o contributi [quindi un’agevolazione, come vedete, che riduce direttamente “a valle” le imposte dovute, ivi compresa la “flat tax” del 5-15% dei forfetari].

L’effetto, in sostanza, è quello di estendere ora anche a questi ultimi il bonus sugli investimenti.

Così, ad esempio, l’acquisto del PC o dell’arredo ufficio o di qualsiasi altra strumentazione inerente all’attività esercitata potrà beneficiare dal 2020 di quest’incentivo anche se sostenuto da professionisti o imprenditori “minimi” rientranti nella categoria dei forfetari, che indubbiamente saranno contenti dell’inatteso vantaggio offerto loro dall’ultima Legge di Bilancio.

(stefano civitareale)