(prima parte)

È stata definitivamente approvata dal Parlamento, come sapete, la Legge di Bilancio 2020 [l. n. 160 del 27/12/2019, in G.U. del 30/12/2019], anche se l’attività delle Camere si è quasi ridotta ad una mera “certificazione” dell’ormai consueto maxi-emendamento governativo, mentre qualche giorno prima il dl. n. 124 del 26/10/2019 – il c.d. “collegato fiscale” alla manovra – è stato convertito con l. n. 157 del 19/12/2019 [in G.U. del 24/12/2019, in cui è pubblicato anche il testo del dl. coordinato a seguito della conversione in legge].

È opportuno quindi occuparsi di entrambi i provvedimenti, naturalmente in più riprese e quindi frazionando l’analisi in 6 o 7 news successive, data la vastità degli argomenti.

In ogni caso sintetizzeremo le principali novità che vi sono contenute seguendo l’ordine dei due provvedimenti, ricordando:

– che la Legge di Bilancio [“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”] è articolata su 2 Sezioni: la Sezione I [“Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici”] consta del solo art. 1 che a sua volta, proprio per effetto del maxi-emendamento governativo, contiene 884 commi, mentre la Sezione II [“Approvazione degli stati di previsione”] consta degli artt. 2 e 3, ma noi ci occuperemo evidentemente soltanto dell’art. 1 e di alcuni dei suoi 884 commi;

– e che il Decreto Fiscale [“Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”], nel testo del dl. coordinato con la l. 157/2019, contiene invece 60 articoli.


Legge di Bilancio

(l. n. 160 del 27/12/2019)


  • Sterilizzazione clausole di salvaguardia Iva (art. 1, commi 2 e 3)

Viene prevista, e questo è ben noto perché era l’imprescindibile mission del “Conte 2”, la sterilizzazione completa per il 2020 e parziale dal 2021 degli aumenti delle aliquote IVA [perciò, tanto per intenderci, dal 2021 assisteremo a un loro rialzo sia pure in misura probabilmente ben inferiore a quella che sarebbe (stata) necessaria sin d’ora senza questa “sterilizzazione”].

Comunque, in particolare:

  • per il 2020 l’aliquota IVA ridotta del 10% e quella ordinaria del 22% resteranno invariate;
  • dal 2021 è previsto l’aumento dell’IVA ridotta dal 10% al 12% e un aumento dell’IVA ordinaria dal 22% al 25%;
  • dal 2022, infine, l’IVA ordinaria dovrebbe passare dal 25% al 26,5%.

 

  • Deducibilità IMU (art. 1, commi 4 e 5)

È prevista la deducibilità dell’IMU relativamente agli immobili strumentali per l’anno d’imposta 2019 nella misura del 50% per cento (in luogo dell’attuale deducibilità nella misura del 20%).

La deduzione si applicherà poi in ragione del 60% per gli anni 2020 e 2021, mentre la deducibilità dell’intero importo dovrebbe decorrere dal 2022.

  • Riduzione cedolare secca per contratti a canone concordato (art. 1, comma 6)

Viene stabilizzata l’aliquota della cedolare secca al 10% prevista per gli immobili ad uso abitativo stipulati a “canone concordato” nei comuni con carenze di disponibilità abitative (cioè Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia), nei comuni con questi confinanti e, inoltre, in quelli ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE.

Rammentiamo che questi tipi di contratti di locazione devono avere una durata di tre anni, rinnovabile tacitamente di altri due e che il canone deve essere “confermato” da un’organizzazione sindacale degli inquilini o dei proprietari immobiliari apponendo il proprio visto sul contratto già siglato tra le parti, o sottoscrivendo direttamente il contratto presso uno dei detti sindacati di categoria.

Non è stata invece prorogata, come già segnalato, la cedolare secca al 21% per le locazioni degli immobili ad uso commerciale, che pertanto resta circoscritta ai contratti stipulati nell’anno 2019.

  • Riduzione del cuneo fiscale (art. 1, comma 7)

Il cuneo fiscale, cioè il carico tributario e contributivo che grava sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, sarà ridotto di complessivi 3 miliardi di euro per l’anno 2020 e di 5 miliardi di euro a decorrere dal 2021.

Questa disposizione di principio dovrà tuttavia essere attuata con futuri interventi normativi.

È utile ricordare che attualmente il cuneo fiscale in Italia rappresenta il 47,9% del costo del lavoro e che il nostro Paese si pone al terzo posto in Europa dopo il Belgio (52,7%) e la Germania (49,5%) e subito prima della Francia e l’Austria (47,6%). 

  • Esonero contributivo per favorire l’assunzione giovanile (art. 1, comma 10)

È previsto anche per il 2020 uno sgravio – introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 a favore del datore di lavoro che assume lavoratori under 35 a tempo indeterminato – pari al 50% dei contributi previdenziali dovuti per ciascun nuovo assunto, entro il tetto massimo di euro 3.000 annuali, da riparametrare su base mensile.

Giova precisare che l’esonero contributivo è elevato fino al 100% del dovuto, ma nel limite massimo di 8.060 euro annui, nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

  • Detrazioni fiscali efficienza energetica: sconto in fattura solo per gli interventi di ristrutturazione “importante” (art. 1, comma 70)

A partire dal 1° gennaio 2020 la facoltà per il contribuente di sostituire la detrazione fiscale con un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto – anticipato dal fornitore che ha realizzato le opere – viene mantenuta unicamente per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello di cui al D.M. 26 giugno 2015 riguardanti le parti comuni degli edifici condominiali con un ammontare dei lavori pari o superiore a 200.000 euro [questa è l’“importanza” per legge della ristrutturazione di primo livello] . 

  • Credito d’imposta per i sistemi di monitoraggio strutturale degli immobili (art. 1, comma 118)

Per gli anni 2020 e 2021 viene riconosciuto un credito d’imposta per le spese documentate relative all’acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, con l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza degli immobili.

Le disposizioni attuative verranno definite da un decreto del MEF da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. 

  • Proroga della detrazione per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia (art. 1, comma 175)

Prorogate anche per l’anno 2020 e alle stesse condizioni dello scorso anno le detrazioni Irpef a fronte di spese sostenute per interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

Confermate, quindi, anche per quest’anno: a) le misure “maggiorate” del 50% di detrazione (dall’Irpef) e dei 96.000 euro di tetto massimo di spesa per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio; b) la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) nella misura del 65% per le spese documentate relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. ecobonus) in materia di interventi di efficienza energetica;       c) nonché la detrazione (dall’Irpef) del 50% prevista per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+.

  • Sport bonus (art. 1, commi 178-180)

Viene confermato per il 2020 il credito d’imposta del 65% (fruibile in tre quote annuali di pari importo), introdotto dalla legge di bilancio 2019, per le erogazioni liberali effettuate da privati e destinate a finanziare interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e/o la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.

  • Esenzione Irpef dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali (art. 1, comma 183)

Estesa anche al 2020 l’esenzione ai fini Irpef – già prevista per il triennio 2017-2019 – dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Per l’anno 2021, invece, gli stessi redditi concorrono alla base imponibile IRPEF nella misura del 50%.

(Studio Associato)

(continua)


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