[…alla clientela e/o al personale]

Come accade ogni anno, in vista delle festività (v., ad esempio, Sediva news del 6/12/2018), facciamo il “punto” sul trattamento fiscale – sia ai fini delle II.DD. che dell’Iva – dei pranzi/buffet/rinfreschi che spesso vengono offerti a clienti e/o dipendenti della nostra farmacia.

In particolare, le somme utilizzate in occasione di feste aziendali come la cena di auguri di Natale non possono essere annoverate fra le spese di rappresentanza, se a partecipare sono esclusivamente i dipendenti, essendo in questo caso del tutto assente il requisito della promozione dei prodotti ovvero l’obiettivo di rappresentare esternamente l’azienda.

I pranzi natalizi, se offerti ai dipendenti:

  • costituiscono ai fini iva spese indetraibili, perché manca appunto il necessario requisito dell’inerenza all’attività di farmacia;
  • per quanto riguarda le II.DD., invece, si tratta di spese per la somministrazione di alimenti e bevande, e in quanto tali deducibili come costo aziendale nel doppio limite annuo del 75% dell’importo sostenuto a tale titolo (art. 109, comma 6, ultimo periodo del TUIR) e del 5% dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi (art. 100, comma 1, TUIR);
  • ai fini IRAP trovano applicazione le regole di indeducibilità/deducibilità previste per il costo del personale.

Diversamente, se gli invitati sono clienti, le spese sono indubbiamente classificabili quali spese di rappresentanza, e pertanto:

  • ai fini iva, restano indetraibili (art. 19-bis1, comma 1, lett. h) D.P.R. 633/72);
  • quanto alle II.DD., sono deducibili (anche in questo caso) nel doppio limite annuo del 75% dell’importo sostenuto – visto che in realtà stiamo pur sempre parlando di spese di somministrazione di alimenti e bevande… – e, per la stragrande maggioranza delle farmacie, dell’1,5% dei ricavi “caratteristici” (art. 108, comma 2 TUIR);
  • ai fini IRAP, da ultimo, il costo è deducibile per i soggetti che applicano il metodo del bilancio (contabilità ordinaria) mentre non lo è per quelli che applicano il metodo fiscale (contabilità semplificata).

Infine, attenzione, per entrambi gli “eventi natalizi” – pranzi/buffet/rinfreschi ai clienti e pranzi/buffet/rinfreschi ai dipendenti – sarà necessario, come del resto dovrebbe esservi ben noto, richiedere e conservare la fattura, magari unitamente a un minimo di documentazione a “supporto” per dimostrare se non altro, in caso di controlli, le generalità dei soggetti ospitati, la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione e la natura dei costi sostenuti.

(marco righini)