La Sediva News del 22 ottobre u.s. [“Guadagno o perdo con la nuova remunerazione?”] ha suscitato molto interesse come rileviamo dalle numerose mail che riceviamo,  ma ha anche indotto la Federfarma capitolina a far sentire con una lettera aperta la sua voce, del tutto comprensibilmente trattandosi di una vicenda che coinvolge la sua attività istituzionale di natura sindacale.

Ed è una voce di dissenso perché sottolinea alcuni aspetti da noi non considerati nella prima circostanza e che hanno comportato nei fatti conclusioni che riteniamo pertanto doveroso integrare in termini adeguati.

Dunque, chiarito che la news precedente intendeva evidentemente attagliarsi al caso specifico (con tutte le personalizzazioni ad esso relative), si deve convenire con le considerazioni della lettera aperta riguardanti in particolare, da un lato, il fatto che “l’aumento dato dalla nuova remunerazione è identico in termini assoluti (449 euro nel caso in oggetto ) sia per chi acquista <bene> che per chi acquista <meno bene>” e, dall’altro “il fatto che oggi – come anche domani – chi acquista al 32%, guadagna e guadagnerà di più di chi acquista al 30,35%, ma l’aumento che deriverebbe dalla nuova remunerazione è lo stesso, qualunque sia il margine di sconto che si contratta con il grossista.

Detto questo, tuttavia, la nostra risposta a quel quesito ha però anche  messo in luce un profilo, ci pare, altrettanto di rilievo e che sta nella “perdita di vantaggio competitivo” del farmacista “più virtuoso” rispetto al margine offerto dalla nuova remunerazione laddove egli non mantenesse il differenziale derivante dalla contrattazione commerciale.

In altri termini, quell’1,65% – pari alla differenza tra lo sconto base del 30,35% e quello maggiore del 32% – rappresenterebbe la misura della sua capacità contrattuale che il nuovo sistema mette meritoriamente in evidenza e al tempo stesso rappresenterebbe anche, in rapporto al margine fisso riconosciuto a tutte le farmacie, la “perdita” subita.

Sia ben chiaro, comunque, che di interventi come questo di Federfarma Roma – anche se naturalmente è di segno negativo, ma ne riceviamo parecchi, sia da Ordini che da Asl e Associazioni provinciali, di tenore fortunatamente ben diverso – non possiamo non tener conto e auspicare anzi che in questa direzione la collaborazione si intensifichi.

(roberto santori)