Domenica chiudo la farmacia per due settimane. Come devo regolarmi con l’RT?

Le regole in materia di memorizzazione elettronica ed invio telematico dei corrispettivi giornalieri non contemplano soluzioni di continuità nel flusso di comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate, neppure nei periodi di inattività della farmacia.
Le specifiche tecniche allegate al provvedimento del 28/10/2016 – giunte ormai alla versione 8.0 aggiornata al 28 Giugno 2019 – prevedono infatti (par. 2.7) che nel caso di interruzione dell’attività
per:

  • chiusura settimanale;
  • chiusura domenicale;
  • ferie;
  • chiusura per eventi eccezionali;
  • attività stagionale;
  • ovvero in qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio,

l’RT alla prima trasmissione successiva all’interruzione provvede all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (ad importo zero) relativi al periodo di interruzione, tutti i dati per i quali evidentemente l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera.
Pertanto, una volta abbassata la saracinesca per la pausa estiva (ma lo stesso, come abbiamo visto, vale per il riposo settimanale o per l’interruzione dell’attività a causa di eventi eccezionali) l’RT – alla riapertura della farmacia – procederà in automatico ad inviare un dato di “inattività” segnalando all’Agenzia delle Entrate che nel periodo indicato [dall’ultima chiusura giornaliera fino alla successiva riapertura della farmacia] non è stato conseguito alcun corrispettivo.
Beninteso, può rivelarsi in pratica fondamentale conoscere in che modo l’RT eseguirà tale invio “speciale”, dato che in base al modello posseduto potrà comparire una segnalazione sul “display” della macchina richiedendo un qualche tipo di interazione da parte della farmacia, cosa che invece nei modelli più evoluti potrebbe non essere necessaria.
Ma su questo aspetto maggiori chiarimenti potranno probabilmente aversi direttamente dalla casa fornitrice (o sue rappresentanze), che dunque sarebbe comunque il caso di interpellare prima della chiusura della farmacia.

(Sediva/Studio Bacigalupo-Lucidi)