Mia madre ha conferito la farmacia in società con me e ho conferito denaro: abbiamo costituito una sas dove mia madre è accomandataria e io accomandante.
Credo che questa sia stata la soluzione migliore ai fini soprattutto di sottrarmi a responsabilità patrimoniali: è così?

Anche se chiarito ripetutamente e si tratta in realtà di aspetti ormai generalmente arcinoti, può valere in ogni caso la pena ribadire ancora che la sas – che del resto è una forma di società di persone sempre molto gettonata tra i farmacisti – si caratterizza per la presenza di due categorie di soci: il socio accomandatario [che possono anche essere più di uno] amministra e gestisce la società e invece il socio accomandante [che possono anch’essi essere più di uno] si limita a percepire gli utili sociali in proporzione alla misura della sua partecipazione o in base a diverso accordo dei soci formalizzato nei patti sociali.

È pertanto illimitatamente responsabile soltanto il socio accomandatario mentre il socio accomandante risponde solo nei limiti del suo apporto, salvo il caso in cui egli si sia/sia stato immesso nella gestione della società o abbia comunque consentito l’inclusione del suo nome all’interno della ragione sociale.

Salve quindi queste due ipotesi, che peraltro non sono sempre delle mere… ipotesi, il socio accomandante è al riparo anche da qualsiasi vicenda fallimentare che interessi la sas come tale che infatti coinvolgerebbe soltanto il socio accomandatario.

(simona manna)