Con la pubblicazione in GU (Serie Generale n.66 del 19-03-2019) del Decreto n. 872 del 28.12.2018 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), recante “Individuazione degli importi delle tasse e dei contributi delle università non statali ai fini della detrazione imposta lorda – anno 2018” – disponibile anche sul sito web del Ministero – è tutto pronto per il calcolo della detrazione Irpef per tasse e contributi dovuti per l’iscrizione ad università non statali sostenuti nel 2018, da indicare nella prossima dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo, infatti, che ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e) del TUIR, “le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali [sono detraibili al 19%] in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali”. 

Per il 2018 tale misura è individuata, per ciascuna area disciplinare di afferenza e Regione in cui ha sede l’Ateneo presso il quale è presente il corso di studio, negli importi massimi di seguito indicati:

  • area medica (nord € 3.700, centro € 2.900, sud e isole € 1.800);
  • area sanitaria (nord € 2.600, centro € 2.200, sud e isole € 1.600);
  • area scientifico – tecnologica (nord € 3.500, centro € 2.400, sud e isole € 1.600):
  • area umanistico – sociale (nord € 2.800, centro € 2.300, sud e isole € 1.500).

Il decreto riporta inoltre le classi di laurea, di laurea magistrale e di laurea magistrale a ciclo unico relativi alle aree disciplinari di cui sopra nonché le zone geografiche di riferimento delle Regioni.

La spesa inerente alle iscrizioni ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello è, invece, detraibile per l’importo indicato di seguito, sempre ripartito per area geografica:

  • nord € 3.700;
  • centro € 2.900;
  • sud e isole € 1.800.

A tali importi va sommato quello l’importo riguardante la tassa regionale per il diritto allo studio (di cui all’articolo 3 della L. 28/12/1995, n. 549 e succ.mod.).

Sempre un allegato al decreto, infine, riporta in maniera analitica i raggruppamenti dei corsi di studio per area disciplinare e la suddivisione riguardante i corsi di laurea magistrale e i corsi di laurea magistrale a ciclo unico, indicando anche le zone geografiche nelle quali sono comprese le singole regioni:

  • Nord (Veneto, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna);
  • Centro (Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria);
  • Sud e isole (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia).

Insomma, avrete compreso che l’individuazione della corretta misura dello sconto fiscale non è proprio immediata e non può comunque prescindere da una accorta consultazione del provvedimento in esame, magari con l’aiuto del vostro consulente di fiducia.

(paolo liguori)