[…per le sedi indicate in termini semplificati, ma nel medio-lungo periodo anche per le altre]
* * *

Siamo risultati assegnatari di una sede che il Comune nel 2012 ha localizzato indicando soltanto tre vie ma senza precisazioni sui veri confini.
Noi abbiamo individuato il locale dove aprire la farmacia che è ubicato proprio in una delle tre vie che dovrebbero contrassegnare la nostra sede, ma nella mezzeria esterna e il titolare della sede adiacente alla nostra ha diffidato il Comune ad autorizzarci all’apertura.
C’è da considerare che insieme alla nostra sono state istituite nella revisione straordinaria altre due sedi e tutte e tre sono state indicate in questo modo, ma il Comune non ha mai modificato le sedi di vecchia istituzione.
Abbiamo il diritto di utilizzare il lato esterno della via in questione?

Fin da quando si ebbe modo di conoscere la famosa nota ministeriale del 21 marzo 2012 [in realtà concepita ed elaborata già nella fase conclusiva dell’iter parlamentare di conversione del d.l. Crescitalia], insorse il dubbio tra i commentatori, e crediamo anche all’interno della categoria, che prima o poi i conti con gli assunti dirompenti di quella nota sarebbe stato inevitabile farli.

Per chi lo avesse dimenticato, ricordiamo che – sulla questione sede/zona – la tesi del Ministero della Salute era nel senso che l’art. 11 del Decreto Crescitalia, quanto alla localizzazione sul territorio delle “nuove farmacie”, avesse svincolato l’“attività di identificazione” delle zone nelle quali collocarle dalla necessità di definire esattamente un territorio di astratta pertinenza di ciascuna di esse e che pertanto “non incontrasse limiti [?] nella perimetrazione delle sedi già aperte, dovendo soltanto [?] assicurare “un’equa distribuzione sul territorio” degli esercizi e tener conto dell’esigenza di “garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate”.

L’individuazione delle “zone” – concludeva la nota – può quindi avvenire anche in forma assai semplificata (ad esempio, indicando una determinata via e le strade adiacenti)”.

A dispetto dello scetticismo generale sul fondamento di questa interpretazione, molti comuni italiani seguirono le indicazioni ministeriali che raccolsero qualche consenso immediato anche presso alcuni Tar [ricordiamo decisioni in tal senso del Tar Toscana, peraltro tutte riformate dal CdS, e anche in particolare una molto argomentata del Tar Brescia, la sent. n. 173 del 19.02.2013], ma in pratica nessuna effettiva condivisione da parte del Consiglio di Stato che infatti per due o tre anni restò irremovibilmente fermo sull’equazione sede farmaceutica = porzione territoriale precisamente delimitata.

Ne abbiamo parlato spesso in questi anni, dando però anche conto volta a volta della progressiva evoluzione della giurisprudenza amministrativa, il cui attuale punto di arresto può riassumersi nell’accettazione “bipolare” di entrambi i corni del dilemma: in sostanza, oggi i comuni con provvedimenti egualmente legittimi dovrebbero poter configurare “nuove farmacie” sia con sedi perfettamente delimitate nell’intero loro perimetro come, indifferentemente, con sedi indicate in termini semplificati o semplificatissimi.

Come vedete, questo di oggi è – con alcune diversità di minor rilievo – lo stesso scenario che sembravano aver allora semplicemente “fantasticato” i funzionari ministeriali [e quelli delle Regioni che avevano anche loro partecipato all’autentico tentativo di… golpe parlamentare] e che invece la giurisprudenza sta mostrando sempre più di condividere.

Tuttavia, nonostante l’ottimismo e la nonchalance del Ministero [che, come si è visto, aveva affermato che l’“attività di identificazione” delle zone nelle quali collocare le “nuove farmacie” dovesse ritenersi svincolata dalla necessità di definire esattamente un territorio di astratta pertinenza di ciascuna di esse e che pertanto “non incontrasse limiti [?] nella perimetrazione delle sedi già aperte, dovendo soltanto ecc.”], non ci pare di aver sinora rinvenuto una sola decisione – se escludiamo una sentenza del CdS, del 2014 o del 2015, che aveva sfiorato il tema auspicando però che fosse la prassi amministrativa a trovare… un modo qualunque per superare ogni difficoltà applicativa – che si sia occupata di affrontare direttamente, individuandone la soluzione, il vero problema che deriva da questa impostazione.

La questione, del tutto sottovalutata dalla nota ministeriale, è naturalmente quella de “La difficile convivenza di “sedi” definite e “zone” indicate in forma semplificata”, che è proprio il titolo della Sediva News del 12 aprile 2017, e quindi – se continuate nella lettura di queste note – suggeriamo di tenerne presente il contenuto unitamente a quello della successiva Sediva News del 5 giugno 2018 [“L’apertura della farmacia in una via di confine”].

È chiaro intanto che, assumendo come ormai perfezionata l’evoluzione giurisprudenziale sede ® zona ® ambito di pertinenza – come infatti abbiamo già rilevato in altre circostanze (compresa la citata News del 5 giugno 2018), è esattamente l’ambito di pertinenza l’approdo ultimo, e non solo terminologico, del CdS sulle “sedi” neo-istituite con la semplice indicazione di qualche via o piazza di stretto riferimento – diventa giocoforza ineludibile che, senza andare alle calende greche perché la questione è delicata come sono talvolta delicati i rapporti tra farmacie vicine e/o in esercizio nello stesso comune, siano riconfigurate in termini semplificati anche le sedi di vecchia istituzione.

L’odierna “pianta organica” potrebbe dunque essere destinata  [sempreché nel corso del cammino non intervengano ulteriori spinte “proconcorrenziali”] ad assumere progressivamente, ma in tempi non lunghissimi, le sembianze di una singolare mappatura di tanti ambiti di pertinenza – dai confini sfumati e talora (quando non altrimenti evitabile) almeno in parte anche sovrapponibili [novelle sedi promiscue?] – per quante sono le farmacie corrispondenti al criterio demografico che ben conosciamo.

Sembra invece molto meno realistico, anche per l’attuale stato dell’arte, pensare di poter/dover delineare per la prima volta l’esatta porzione territoriale di quelle neo-istituite in termini semplificati, e che perciò siano queste ultime a doversi “adeguare” sotto questo aspetto alle sedi preesistenti [magari procedendo con gli stravaganti interventi comunali “in fase di attuazione” suggeriti proprio per queste “sedi” da un paio di (discutibili) decisioni recenti del CdS, già da noi ampiamente commentate].

Si opti comunque per l’una o l’altra soluzione, crediamo inevitabile pervenire prima o poi – è difficile negarlo – a un allineamento di tutte le sedi previste in una stessa “pianta organica” a un unico criterio di identificazione dei rispettivi bacini di utenza/ambiti di pertinenza.

Ecco allora che dovendo in ogni caso – nelle more di questo processo di unificazione – coordinare e far convivere in conformità all’evoluzione normativa e giurisprudenziale sedi vecchie e sedi nuove, le vie o piazze indicate espressamente come direttrici di configurazione della sede neo-istituita in termini semplificati permettono ragionevolmente di delineare come suo bacino di utenza/ambito di pertinenza l’area circostante la porzione territoriale idealmente formata e ricavabile proprio da quelle vie o piazze unitariamente considerate.

Ma nell’ambito di pertinenza così individuato – con tutte le difficoltà del caso, s’intende – vanno certamente incluse nella loro interezza, dunque ognuna considerata ambo i lati, perlomeno le vie o piazze da cui la configurazione della “sede” ha preso le mosse, prescindendo dall’entità degli eventuali accorpamenti con le zone adiacenti.

Il problema della mezzeria, in definitiva, dovrebbe presto risolversi da solo nelle sedi “semplificate”, ma sembra destinato ad attenuarsi parecchio, se non a scomparire, anche per quelle di vecchia istituzione, quanto meno per effetto degli inevitabili interventi comunali (cui si è accennato) di raccordo tra il vecchio e il nuovo.

Per concludere, la via in cui voi intendete aprire l’esercizio pertiene oggi interamentelato destro e lato sinistro – alla sede che avete conseguito.

(gustavo bacigalupo)