Dal mese di aprile scorso è in vigore una nuova procedura per la richiesta degli assegni familiari, oggi “assegni per il nucleo familiare” (ANF).
Il richiedente deve fare domanda per l’intero nucleo familiare, compreso quindi anche se stesso.
I lavoratori del settore privato sono tenuti a presentare la domanda di ANF telematicamente  e pertanto spariscono i moduli cartacei che non possono di conseguenza essere più inoltrati al datore di lavoro.
Gli assegni familiari, ricordiamo, spettano ai:

  • lavoratori dipendenti, pubblici e privati;
  • lavoratori parasubordinati (iscritti alla Gestione Separata Inps senza partita iva);
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici (colf, babysitter e c.d. badanti);
  • pensionati;
  • percettori di ammortizzatori sociali (CIG, NASPI).

Quanto in particolare alla richiesta della prestazione per i lavoratori privati, che naturalmente è la fattispecie che ci interessa più da vicino, il lavoratore deve compilare il “modello richiesta assegni familiari ANF/DIP NONAGR, cod. SR179online e per reperirlo è necessario navigare nel cassetto previdenziale del cittadino e compilarlo perciò in perfetta autonomia.
Successivamente, il datore di lavoro, che riceverà la domanda telematica, provvederà al pagamento in busta paga.
Resta salva la possibilità per il lavoratore di avvalersi di un patronato per beneficiare di una procedura assistita.
La domanda online va presentata entro il 30 giugno dell’anno solare che interessa e comunque prima della consegna della busta paga di giugno.
In caso di nuova assunzione, la domanda deve essere prodotta al più presto possibile e in ogni caso entro il termine di scadenza di consegna della prima busta paga.
Laddove non si riesca a presentare nei termini il modulo di richiesta ANF, si potrà peraltro inoltrare la domanda telematica “retroattivamente”, chiedendo perciò gli arretrati fino a cinque anni dopo la maturazione del diritto.
Invece, devono produrre la domanda direttamente all’Inps, che poi erogherà l’assegno all’interessato:

  • i lavoratori domestici (colf, babysitter e “badanti”);
  • i pensionati;
  • i lavoratori parasubordinati;
  • i dipendenti agricoli a tempo determinato;
  • i disoccupati con NASPI e cassa integrati.

Anche in questi casi, la domanda deve essere inoltrata online accedendo al cassetto previdenziale oppure con il ricorso anche qui al patronato.
Naturalmente, per tutte le procedure telematiche – è utile rammentarlo – il cittadino/lavoratore deve essere in possesso del codice PIN [per accedere alla sua area riservata] oppure dello SpidSistema pubblico d’identità digitale – oppure della CNS  – Carta Nazionale dei Servizi .

(giorgio bacigalupo)