La nuova stagione delle Sediva News non poteva essere avviata che con una disamina – almeno sommaria – delle principali novità della Legge di Bilancio 2019 [approvata con la l. 30 dicembre 2018 n. 145, pubblicata nella G.U. del giorno successivo], prescindendo per il momento dai due temi ben noti del reddito di cittadinanza e della “quota 100”.

  • Iva

È stata “sterilizzata” per il 2019 la clausola di salvaguardia prevista nella precedente legge di bilancio, e quindi anche per quest’anno l’aliquota dell’Iva ridotta è ferma al 10% mentre quella ordinaria continua ad essere applicata nella misura del 22%.
Tuttavia, nel 2020 l’aliquota del 10% potrebbe passare al 13% e quella ordinaria elevata al 25,2% per poi salire ulteriormente, nel 2021, al 26,5%: il che però, come noto, se le prossime leggi di bilancio non reperiscano le fonti finanziarie alternative adeguate a “sterilizzare” questi aumenti oggi preventivati.
In ogni caso, è stato disposto l’assoggettamento all’aliquota del 10% anche ai dispositivi medici a base di sostanze utilizzate per la prevenzione delle malattie e per trattamenti medici e veterinari.

  • Immobiliari di gestione

Le società immobiliari, proprietarie cioè di beni immobili ceduti in locazione, potranno continuare a dedurre integralmente gli interessi passivi sui mutui contratti per l’acquisto delle unità immobiliari, “neutralizzando” così una norma [applicativa di una direttiva europea denominata Atad], che sarebbe entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno, di riduzione della misura di deduzione degli interessi stessi.

  • Flat Tax

Le persone fisiche  – titolari di reddito di lavoro autonomo e di impresa che dichiarano compensi o ricavi inferiori a 65.000 euro – godranno naturalmente [cioè senza necessità di esercitare alcuna opzione] del regime forfetario di tassazione, applicando perciò un’imposta sostitutiva [dell’Irpef, delle addizionali Irpef, regionali e comunali, dell’Irap] del 15% su una somma corrispondente ad una data percentuale dei ricavi stessi determinata da una tabella fissata dal legislatore in dipendenza dell’attività esercitata. Non sono ammessi però a tale regime, si badi bene, i contribuenti che partecipano anche a società di persone, o associazioni professionali, o imprese familiari, oppure che controllano direttamente srl (“trasparenti” e non) che esercitano attività riconducibili a quelle svolte in forma individuale.
Inoltre, non può applicarsi il regime forfetario neppure ai contribuenti che esercitano un’attività prevalentemente nei confronti di committenti con i quali nei due anni precedenti erano intercorsi rapporti di lavoro ovvero con soggetti direttamente o indirettamente a questi ultimi riconducibili.
Ricordiamo che i soggetti rientranti nella Flat Tax non hanno l’obbligo di emettere la fattura elettronica – anche se sono dovuti anch’essi a riceverla in tale formato – e non sono soggetti a Iva e a ritenuta d’acconto.
A decorrere dal 2020, inoltre, la Flat Tax si estenderà anche ai contribuenti che hanno conseguito ricavi o compensi compresi tra 65.000 e 100.000 euro, ma in tal caso su questa fascia di compensi l’imposta sostitutiva salirà al 20% e per loro diventerà obbligatoria la fattura elettronica anche “in uscita”.

  • Riporto delle perdite

Anche per le imprese individuali e per le società di persone, le perdite di impresa potranno essere riportate illimitatamente (e dunque non più per cinque anni) e a prescindere dal regime contabile adottato (semplificato o ordinario) negli anni successivi, e però nel limite dell’80% del reddito imponibile di ogni anno.
Peraltro, con disposizione transitoria, viene stabilito che per i soggetti in contabilità semplificata le perdite degli anni 2017, 2018, 2019 e 2020 saranno computate in diminuzione dei redditi degli esercizi successivi nelle diverse misure percentuali indicate dalla norma stessa.

  • Abrogazione Ace, Iri e tassazione agevolata utili reinvestiti

Vengono abrogate l’Ace e la fantomatica Iri [quest’ultima infatti mai realmente entrata in vigore] e viene introdotta una forma di agevolazione fiscale per premiare gli investimenti in beni strumentali nuovi e/o per l’assunzione di personale dipendente con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato.
In particolare, con un meccanismo per la verità un po’ complicato, l’aliquota Ires delle società di capitali è ridotta dall’ordinario 24% al 15% sia pure limitatamente alla quota di reddito corrispondente più o meno [e sono anche qui le complicazioni del calcolo] alla spesa per gli investimenti e al costo dei lavoratori neoassunti nel corso dell’esercizio annuale, gravando dunque l’aliquota ordinaria soltanto sulla residua parte del reddito dell’anno.
Pressoché allo stesso modo, le aliquote Irpef applicabili ai titolari di imprese in forma individuale e ai soci delle società di persone vengono ridotte (anch’esse) di 9 punti percentuali, sempre sulla quota di reddito dell’impresa o della società determinato come sopra detto.
L’agevolazione [riduzione di 9 punti su una parte del reddito], sulla quale comunque torneremo per i necessari approfondimenti, è compatibile con altri benefici – come ad esempio l’iperammortamento – ma non con regimi forfetari (v. flat tax) di determinazione del reddito.

  • Iperammortamento

Come anticipato in nostre precedenti Sediva News, è stato prorogato l’iperammortamento [che per la farmacia è sostanzialmente riferibile solo all’acquisto di robot e/o di distributori automatici “intelligenti”] applicabile nella misura del 270% del relativo costo (in luogo dell’attuale 250%) per investimenti fino a 2,5 milioni di euro; le percentuali si riducono per investimenti di ammontare superiore fino ad annullarsi per quelli oltre i 20 milioni di euro (anche se questo può naturalmente riguardare soltanto un numero ridottissimo di farmacie).

  • Estromissione immobili strumentali delle imprese individuali

Viene riaperta la procedura di estromissione agevolata di immobili strumentali delle imprese individuali – tra cui ovviamente le farmacie – pagando un’imposta sostitutiva dell’8% calcolata sulla differenza tra il valore catastale e l’importo non ancora ammortizzato.
Questa, attenzione, é un’opportunità che va sicuramente colta, specia nel caso in cui si voglia cedere/donare/conferire l’azienda acquistando la “titolarità privata” dell’immobile [che dunque passa dalla sfera imprenditoriale a quella personale] così da poterlo poi eventualmente concedere in locazione al destinatario dell’esercizio.

  • Credito d’imposta ricerca e sviluppo

Confermato il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, ma l’ammontare del credito viene ridotto in funzione del tipo di spesa sostenuto.

  • Rivalutazione beni d’impresa

Anche qui si tratta di una riapertura dei termini per rivalutare i beni di impresa risultanti dal bilancio al 31/12/2017 mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 16% del maggior valore iscritto in bilancio riferibile ai beni ammortizzabili o del 12% per i beni non ammortizzabili, con la possibilità di affrancare fiscalmente il saldo attivo della rivalutazione (la riserva che nasce in bilancio per effetto dell’operazione) con il versamento di un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%.
Il costo non indifferente dell’operazione fa sorgere sicuramente qualche dubbio sulla sua concreta convenienza.

  • Irap

Sono eliminate le deduzioni dall’imponibile Irap del costo sostenuto dalle imprese per i dipendenti assunti nelle regioni del Sud, nonché il credito d’imposta del 10% per le imprese senza dipendenti.
Non è purtroppo una novità di poco conto.

  • Cedolare secca sui locali commerciali

Sarà applicabile anche alle locazioni di immobili ad uso commerciale fino a 600 mq la cedolare secca del 21%, sempreché i contratti siano stipulati dal 1° gennaio 2019 e alla data del 15 ottobre 2018 non risulti vigente un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per la stessa unità immobiliare interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale (si vogliono naturalmente scoraggiare facili “manovre elusive”).

  • Acconto cedolare secca

A decorrere dal 2021 l’acconto della cedolare secca dovuta su tutte le locazioni immobiliari, abitative e commerciali, sale dal 95% al 100%.

  • Rivalutazione di quote sociali e terreni

Sono stati riaperti per l’ennesima volta [ma a quando finalmente una norma “a regime”?] i termini per rivalutare i terreni e le quote sociali possedute al 1° gennaio 2019.
Ma, sorprendentemente, l’imposta sostitutiva è ora fissata nella misura dell’11% del valore di perizia per le partecipazioni qualificate e del 10% per quelle non qualificate e per i terreni.
La novità, oltre ad essere “illogica” [dal 2019, infatti, sul capital gain da cessione di partecipazioni si applicherà la ritenuta “secca” del 26% a prescindere dalla distinzione tra qualificate e non], potrebbe rivelarsi, in più di qualche caso, assolutamente non conveniente nell’ipotesi di reiterazione di rivalutazione sugli stessi terreni e/o partecipazioni, e questo per effetto del trend in discesa dei relativi prezzi.

  • Credito d’imposta per le ristrutturazioni immobiliari e per risparmio energetico

Sono stati prorogati anche per l’anno 2019 le detrazioni Irpef secondo le aliquote maggiorate già vigenti per il 2018 per le ristrutturazioni delle abitazioni, per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, per le spese sostenute per il risparmio energetico e per l’adeguamento sismico (50%, 65%, 70%, 75%, 80% e 85% a seconda dei casi).
Anche gli interventi di sistemazione del “verde” delle abitazioni o dei condomìni restano agevolati per il 2019 con la detrazione Irpef del 36% nel limite massimo di spesa di 5.000 euro.

  • Imu e tasi

I comuni possono aumentare per gli anni 2019 e 2020, con delibera del Consiglio comunale, l’Imu e la Tasi nella stessa misura prevista per gli anni precedenti.
Inoltre, la riduzione al 50% dell’Imu e della Tasi – prevista per gli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta – è estesa anche al coniuge del comodatario in caso di morte di quest’ultimo e in presenza di figli minori.

  • Imposta sulla pubblicità

Sempre dal 2019 i comuni potranno prevedere aumenti della tariffa dell’imposta sulla pubblicità fino al suo 50% con esclusione delle superfici inferiori al mezzo metro quadrato.

  • Saldo e stralcio

I contribuenti debitori verso gli Agenti della riscossione per importi iscritti a ruolo dal 1° gennaio 2000 al 31 gennaio 2017, e derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, possono estinguere il debito erariale usufruendo di una consistente riduzione, sempreché dimostrino di versare in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica certificata dall’ISEE familiare non superiore a 20.000 euro.
La relativa istanza va presentata entro il 30/04/2019 e il pagamento dovuto potrà essere versato in più rate maggiorate di interessi al tasso del 2% annuo.

  • Esenzione dalla fattura elettronica

E’ stata riscritta, come sappiamo, la norma (contenuta nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio) che esonera dall’obbligo di emissione della fattura elettronica i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (TS) per quel che riguarda le fatture i cui elementi sono comunicati appunto al Sistema, ponendo nel contempo a garanzia della privacy dei destinatari limitazioni in ordine all’utilizzo dei dati stessi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

  • Credito d’imposta per acquisto o aggiornamento registratore di cassa

Il credito d’imposta per l’acquisto o l’aggiornamento del registratore di cassa per l’invio telematico obbligatorio dei corrispettivi giornalieri [decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con fatturato superiore a 400.000 euro] potrà essere detratto direttamente dal soggetto obbligato alla trasmissione e non più – come sembrava inizialmente – scomputato in detrazione dal fornitore sul prezzo del bene e/o del servizio.

  • Detrazioni cani guida

Aumenta a 1.000 euro annui la detrazione forfettaria delle spese sostenute dai non vedenti per il mantenimento dei cani guida.

  • Imposta di registro

Avrà efficacia retroattiva la disposizione della legge di bilancio 2018 che limita la riqualificazione da parte dell’Agenzia delle Entrate degli atti soggetti a registrazione, che pertanto dovranno scontare l’imposta di registro unicamente sulla base degli elementi desumibili dall’atto sottoposto a registrazione e prescindendo perciò da eventuali altri atti o contratti collegati.

  • Bonus occupazione per il Mezzogiorno

E’ stata prorogata l’esenzione dal versamento contributivo per l’assunzione di lavoratori a tempo indeterminato nelle regioni del Sud.
E’ stato anche introdotto un nuovo esonero per i datori di lavoro che assumono giovani in possesso di laurea magistrale con votazione di 110 e lode conseguita nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019.
L’esonero può essere fruito per un massimo di dodici mesi e nel limite di 8.000 euro.

  • Inail

La legge di bilancio prevede la riduzione dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie con un abbattimento del tasso medio per le imprese del 32,72%. Conseguentemente, l’autoliquidazione per il periodo 2018/2019 è slittata dal 16/02/2019 al 16/05/2019.

  • Bonus asilo nido

Il bonus per l’iscrizione agli asili nido, pubblici e privati, è prorogato fino al 2021 e aumentato da 1.000 a 1.500 euro l’anno.

  • Sabatini ter

Rifinanziata la legge c.d. “Sabatini ter”, che prevede il rimborso da parte del MISE di quota-parte degli interessi passivi versati a fronte di finanziamenti bancari e contratti di leasing finalizzati all’acquisto di beni strumentali nuovi.

  • Sconti SSN

Le farmacie con un fatturato SSN inferiore a Euro 150.000 annui, come avrete già rilevato dalle pubblicazioni di categoria, saranno esentate dallo sconto dovuto al SSN. Per quelle con fatturato SSN compreso tra Euro 150.000 e Euro 300.000 continuerà invece ad applicarsi la riduzione del 60% degli sconti in vigore.
Resta fermo lo sconto dell’1,5% fisso per le farmacie rurali sussidiate fino a Euro 450.000 di fatturato totale.
È stato inoltre precisato che – a decorrere dal 2019 – per calcolare il fatturato SSN, “concorrono le seguenti voci: a) il fatturato per i farmaci ceduti in regime di Servizio sanitario nazionale; b) la remunerazione del servizio di distribuzione reso in nome e per conto; c) il fatturato delle prestazioni di assistenza integrativa e protesica erogate in regime di Servizio sanitario nazionale e regionale; d) le quote di partecipazione alla spesa a carico dell’assistito. Da tale calcolo sono escluse: a) l’IVA; b) le trattenute convenzionali e di legge; c) gli importi che a titolo di sconto vengono trattenuti sul prezzo del farmaco nel determinare le somme da rimborsare alle farmacie convenzionate; d) la quota a carico dei cittadini, ai sensi dell’articolo 7, comma 4, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405; e) la remunerazione delle ulteriori prestazioni per i servizi erogati dalle farmacie ai sensi del decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153”.
Senonché, si badi, restano salve le determinazioni che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno assunto in materia fino alla data del 31 dicembre 2018.

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Approfondiremo via via alcuni aspetti di queste (e altre) novità della Legge di Bilancio e soprattutto naturalmente di quelle in grado di incidere in termini ineludibili sulla vita,  fiscale e non, delle farmacie.

(Studio Associato)