Vista la tendenza in questi ultimi tempi a fare della solidarietà anche da parte delle farmacie aperte al pubblico, alcuni iscritti al nostro Ordine ci chiedono se possono cedere prodotti alimentari e integratori (prossimi alla scadenza) per adulti e per la prima infanzia, onde evitare problemi fiscali con gli organi di controllo.

La cessione gratuita, per fini solidali, di derrate alimentari a un ente del terzo settore, ai sensi dell’art. 13 commi 2 e 3 del D.Lgs. 460/1997 [modificato dall’art. 16 comma 5 della l. 166/2016], non viene considerata nel calcolo del reddito dell’impresa ed è anche esente da IVA.
Affinché la cessione possa essere considerata efficace è tuttavia necessario tuttavia rispettare alcuni requisiti e, in particolare, i prodotti alimentari possono essere ceduti solo se sono stati fino a quel momento detenuti in un idoneo stato di conservazione e ancora nel loro imballaggio primario.
L’impresa cedente, inoltre, deve preventivamente comunicare all’Agenzia delle Entrate la data, l’ora, il luogo di trasporto e la destinazione finale dei beni nonché il loro ammontare complessivo calcolato in base all’ultimo prezzo di vendita, ma in ogni caso la singola cessione non deve superare complessivamente 15.000,00 Euro.
Tale comunicazione è imprescindibile per l’esenzione dall’IVA della cessione, in quanto i beni ceduti si considerano “distrutti”.
Infine, per ogni singola cessione va prodotto un documento di trasporto numerato progressivamente e ogni tre mesi va emessa una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui l’ente ricevente attesta l’utilizzo dei beni ceduti.
La stessa procedura sembra potersi utilizzare anche per gli integratori, dato che il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169 li definisce come “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate“.
La loro assimilazione ai prodotti alimentari dovrebbe dunque ragionevolmente risolvere qualunque dubbio al riguardo.

(valerio salimbeni)