In sede di conversione [l. 9 agosto 2018 n. 96, pubblicata nella GU dell’11 agosto ed entrata in vigore il giorno successivo] del dl. del nuovo Governo denominato, come noto, “decreto dignità” (v. Sediva news dell’11/7/2018), sono state introdotte alcune modifiche che hanno previsto, da un lato, un “mini” periodo transitorio per l’applicazione della nuova disciplina dei contratti di lavoro a temine, e, dall’altro, alcune agevolazioni per le assunzioni dei giovani con meno di 35 anni.
In particolare – ferma l’assenza dell’indicazione delle causali di un rapporto di lavoro a tempo determinato non superiore a 12 mesi – non si applica sino al 31 ottobre 2018 l’obbligo di individuare una motivazione nei casi di rinnovi e proroghe di contratti (stipulati entro il 13 luglio 2018, data di entrata in vigore del decreto legge) per effetto dei quali vengano “sforati” i 12 mesi complessivi di prestazione del lavoratore.
Inoltre, è prevista la riduzione al 50% dei contributi a carico dei datori di lavoro, entro il limite di € 3.000 annui per una durata di tre anni, nei casi di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori con meno di 35 anni, anche nel caso di trasformazione di rapporti di apprendistato.
In ogni caso, la norma rimanda [tanto per cambiare…] a un decreto – questa volta interministeriale di Lavoro e MEF – l’applicazione concreta dell’agevolazione: il provvedimento dovrebbe essere adottato entro 60 giorni dalla ricordata data di entrata in vigore della legge di conversione.
Il testo finale del provvedimento in esame ha elevato anche le misure minime e massime “esentasse” che possono essere offerte dal datore di lavoro al lavoratore licenziato per evitare “strascichi” giudiziali.
Infatti, entro 60 giorni dal termine di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, può essere concordato tra le parti – con l’assistenza di un sindacato o dell’Ispettorato del Lavoro – un importo a titolo di conciliazione esente da tasse e da contributi corrispondente a una mensilità per ogni anno di anzianità, con un minimo di 3 anni e un massimo di 27.
Con l’accettazione del lavoratore il rapporto si estingue alla data del licenziamento.

(Studio Associato)