Rating è un termine inglese che significa “classificazione”, ed è utilizzato per valutare i titoli obbligazionari in funzione del loro rischio finanziario.
Le valutazioni rating sono realizzate da numerose agenzie come Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch Ratings, ecc..
Le agenzie di rating sono soggette a vigilanza e in Italia è la Consob che controlla e verifica se i risultati raggiunti sono in linea con la realtà.
In passato sono stati sollevati dubbi sulla obiettività delle valutazioni di queste agenzie perché quelle positive riferite a Parmalat o Lehaman Brothers si sono poi dimostrate… quel che si sono dimostrate, con tanto di fallimento delle due mega compagnie.
Nel 2008 la Commissione Europea ha pubblicato un regolamento, approvato naturalmente dal Parlamento della UE, diretto a prevenire il conflitto di interessi e la verifica della procedura di valutazione.
Le valutazioni delle agenzie vengono espresse, come del resto è noto, attraverso lettere alfabetiche.
Quelle delle Standard & Poor’s sono così classificabili:

  • rating AAA: elevata capacità di pagare i debiti;
  • rating AA: alta capacità di pagare i debiti;
  • rating A: solida capacità di pagare il debito che potrebbe essere influenzata da circostanze avverse;
  • rating BBB: adeguata capacità di rimborso che potrebbe però peggiorare;
  • rating BB: debito ad alta pericolosità;
  • rating CCC: debito ad altissimo rischio;
  • rating D: insolvenza.

 

Tra gli Stati appartenenti alla categoria “AAA” troviamo l’Australia, il Canada, la Danimarca, la Finlandia, la Germania, Hong Kong, il Liechtenstein, il Lussemburgo, l’Olanda, Singapore, la Svezia, la Svizzera, l’Inghilterra.
Alla “AA” appartengono il Belgio, il Cile, la Cina, gli Emirati Arabi, l’Estonia, l’Isola di Man, il Giappone, il Kuwait, il Quatar, l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti, la Francia, l’Austria.
Con “BBB” troviamo – oltre all’Italia – il Barein, Barbados, la Bulgaria, le Bahamas, la Croazia, l’Islanda, l’India, l’Irlanda, la Lituania, il Perù, le Filippine, la Tunisia, la Turchia, la Spagna, la Russia.
Sono “BB” l’Angola, la Costarica, Cipro, le Isole Fiji, il Gabon, la Georgia, il Ghana, l’Honduras, l’Ungheria, l’Indonesia, la Giordania, la Macedonia, la Mongolia, il Montenegro, il Paraguai, la Romania, la Serbia, l’Huruguay, il Vietnam, il Portogallo.
Alla derelitta “C” sono infine ascritti l’Argentina, il Venezuela, la Grecia, l’Ucraina.
Tutto sommato l’Italia ha una valutazione relativamente buona anche se – come è ben noto – ha un debito elevatissimo per emissione di titoli di Stato che dovrà essere coperto con un’attenta bonifica – puntualmente promessa da tutti i Governi all’atto del loro insediamento – delle spese statali secondo le indicazioni fornite dall’Unione Europea.
Questi criteri sono però “trasferibili” – come abbiamo già detto in altre circostanze – anche alla gestione della farmacia e rilevabili dalle risultanze di bilancio, e del resto ne parleremo ancora nei prossimi incontri.

(franco lucidi)