Sono socio al 50% di una snc titolare a xxx, nonché, per la cronaca, consigliere dell’ordine al secondo mandato. Vorrei porvi un quesito: un paio di anni fa io e il mio socio abbiamo rivalutato le quote sociali, pagando l’8% di imposta sostitutiva, in vista della loro vendita, che dovrebbe perfezionarsi al più presto.

Vi chiedo se sia possibile, nel caso di un ripensamento, recuperare quest’imposta versata, di cui nel 2017 abbiamo pagato la terza ed ultima rata.

 

La normativa vigente impedisce purtroppo un vero e proprio “ripensamento” e questo anche quando si sia pagata, ad esempio, soltanto una rata; e anzi è proprio il pagamento della prima rata a rendere obbligatorio il versamento delle altre due.

Un recupero di quel che si è pagato è tuttavia nei fatti consentito laddove il contribuente ridetermini il valore delle quote a un importo superiore alla precedente rivalutazione, perché in tal caso – compensando l’importo dovuto fino alla concorrenza della somma liquidata nella prima circostanza – egli è tenuto a versare soltanto l’ammontare della differenza.

Ma, come si vede, nell’ipotesi descritta nel quesito questa diventa un’eventualità impercorribile, visto il “ripensamento” circa la cessione della quota: rivedendo, cioè, la propria intenzione originaria di venderla a terzi, Lei finisce per perdere in pratica l’intera somma versata, ferma naturalmente la possibilità di “utilizzarla” se e quando in futuro deciderà di cederla [con l’obbligo di corrispondere le imposte sulla “plusvalenza” nel caso in cui la cessione sia effettuata a un importo superiore a quello della rivalutazione].

(stefano lucidi)

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