Cosa è cambiato dal punto di vista fiscale sulle spese di locazione sostenute per i figli iscritti in una università lontana da noi 500 km?

Si tratta di novità, neppure a dirlo, introdotte dalla legge di bilancio 2018 (art. 1, comma 23 L. 205/2017).
Nel richiamarle approfittiamo dell’occasione per rendere una ricognizione generale su questa agevolazione fiscale, evidentemente una delle più “popolari” nella costellazione degli sconti da far valere in dichiarazione.
Nell’esposizione faremo tesoro delle indicazioni contenute nella recentissima circolare A/E n. 7/E del 27/04/2018 che del resto costituisce per il secondo anno consecutivo un’autentica “guida alla compilazione della dichiarazione dei redditi con particolare riferimento agli oneri deducibili e detraibili”.
Ebbene, l’art 15, comma 1, lett. i- sexies) e lett. i-sexies.01) del TUIR, prevede una detrazione del 19% per un importo non superiore a 2.633 euro dei canoni relativi:

  • ai contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della 9/12/1998, n. 431, compresi quindi quelli a uso transitorio – anche se riferiti a un singolo posto letto – redatti in conformità alla legge e senza la necessità di stipula di uno specifico contratto transitorio per studenti [N.B.: secondo il documento di prassi appena citato, resterebbero fuori dall’agevolazione le sub‑locazioni perché il relativo schema contrattuale non è contemplato tra quelli indicati nell’art. 15, comma 1, lett. i-sexies) del TUIR, che si riferisce infatti alle sole locazioni];
  • ai contratti di ospitalità;
  • agli atti di assegnazione in godimento o in locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

 

Per accedere all’agevolazione gli studenti devono essere iscritti ad un corso di laurea presso un’università situata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri, e comunque in una provincia diversa da quella del comune di residenza.
Il contratto di locazione deve avere, poi, ad oggetto unità immobiliari situate nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi.
Tuttavia – ed ecco le novità recate dall’ultima legge di bilancio – per le sole spese sostenute nel 2017 e nel 2018 il requisito della distanza si intende rispettato anche all’interno della stessa provincia e inoltre è ridotto a 50 chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.
Chi risiede perciò in tali zone può usufruire del bonus anche se il comune in cui è situata l’università si trovi nella stessa provincia del comune di residenza purché disti, come detto, almeno 50 chilometri da quest’ultimo.
Per il calcolo della distanza ci si riferisce a quella più breve misurata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti (ferrovia o strada): via libera, dunque, alla detrazione se almeno uno dei collegamenti sia pari o superiore alla distanza chilometrica richiesta (100 chilometri o 50 chilometri per gli studenti residenti in comuni montani o disagiati).
Nei casi in cui nel comune di residenza dello studente non sia presente una linea ferroviaria, il percorso “più breve” da considerare può essere rappresentato dal collegamento stradale o dal collegamento “misto” (stradale e ferroviario).
In altri termini, quando la linea ferroviaria da sola non consenta un collegamento tra il comune di residenza dello studente e quello dell’università, la distanza tra i due comuni può essere misurata sommando il percorso ferroviario e quello stradale, considerando, per ciascun tipo di percorso, quello più breve.
Ai fini della detrazione non rileva il tipo di facoltà o corso universitario frequentato né la natura pubblica o privata dell’università.
Sono tuttavia equiparati ai corsi di laurea quelli tenuti dagli Istituti tecnici superiori (I.T.S.) e i nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.
Detrazione negata, invece, agli studenti che frequentano corsi post laurea quali master, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione, sia in Italia che all’estero.
E veniamo alla tipologia di spese ammissibili.
Si tratta in linea generale, come abbiamo visto, dei canoni di locazione e perciò restano fuori dal computo del limite il deposito cauzionale, le spese condominiali e/o di riscaldamento incluse nel canone di locazione e gli eventuali costi di intermediazione.
I canoni relativi ai contratti di ospitalità – comprensivi, senza indicazione di corrispettivi specifici, di ulteriori servizi (quali i pasti e/o la pulizia delle camere), oltre naturalmente a quello di ospitalità – sono ammessi in detrazione sempre nel richiamato limite. Di contro, le dette spese, ove oggetto di uno specifico addebito, non sono detraibili.
Se il contratto di locazione è intestato a più conduttori, il canone è attribuito pro quota a ognuno di loro ma beneficeranno dello sconto fiscale, e sempre nella misura massima di 2.633 euro per ciascuno, solo se in possesso dei requisiti prescritti.
Se poi a corrispondere i canoni non è lo studente, ma il familiare di cui egli risulti fiscalmente a carico, la detrazione spetterà a quest’ultimo sempre entro i limiti indicati.
Il limite vale per ciascun figlio e ciascun contratto, cosicché se due genitori hanno a carico due figli universitari titolari di due distinti contratti di locazione ogni genitore può fruire della detrazione su un importo massimo non superiore a 2.633 euro.
Stesse condizioni e limiti per gli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università situata fuori dal territorio nazionale purché sia ubicata in uno degli Stati dell’Unione europea, ovvero in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.
La detrazione del canone è subordinata alla sola stipula (o al rinnovo) di contratti di locazione e di ospitalità ovvero di atti di assegnazione in godimento senza altra indicazione. L’istituto che ospita lo studente deve in ogni caso rientrare tra quelli previsti dalla norma, ovvero tra gli “enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative”. E a tale scopo, ove non si evinca dalla natura dell’ente deve essere rilasciata un’attestazione dalla quale risulti che l’ente ha le caratteristiche richieste dalla norma agevolativa.
Un rapido cenno, infine, alla documentazione da acquisire ed esibire in caso di controllo:

  • Copia contratto di locazione registrato, stipulato ai sensi della legge n. 431 del 1998 o contratto di ospitalità o assegnazione in godimento;
  • Quietanze di pagamento;
  • Autocertificazione con la quale si attesta di essere studente universitario e di rispettare i requisiti previsti dalla legge.

 

(stefano civitareale)

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