Confermando Tar Calabria n. 53/2017, il Consiglio di Stato – sent. n. 2379 del 19/04/2018 – sembra essersi infine liberato di qualsiasi residua perplessità: competente in via esclusiva all’adozione del provvedimento che autorizza lo spostamento di una farmacia all’interno della sede o di quello che dispone il decentramento di una sede da una zona all’altra del territorio è il Comune.
Come per alcune precedenti decisioni di altri Tar, infatti, ora anche per il CdS l’introduzione nel sistema, operata dall’art. 11 decreto Crescitalia, di un nuovo principio fondamentale che riserva ai Comuni la pianificazione territoriale del servizio farmaceutico con il conferimento in particolare di ogni attribuzione in tema di revisione sia straordinaria che ordinaria della c.d. pianta organica – con tutti i poteri che vi ineriscono e le finalità dettate dallo stesso legislatore statale in ordine al loro concreto esercizio [assicurare una maggiore accessibilità al servizio, ma anche un’equa sua distribuzione sul territorio comunale, tenendo conto dell’esigenza di garantirne l’accessibilità ai residenti in aree scarsamente abitate] – “rende chiaro”, anche “per l’identità di ratio”, che “i medesimi principi devono essere applicati (anche) alla disciplina del decentramento e del trasferimento delle farmacie che non avrebbe senso demandare ad organi diversi da quello che si occupa della pianificazione a carattere generale”.
Devono pertanto, quanto all’amministrazione competente, essere interpretate esattamente in tal senso sia il quarto comma dell’art. 1 della l. 475/68 [che, unitamente ai commi successivi, detta la disciplina generale in tema di spostamento della farmacia nella sede] come anche l’art. 5 della l. 362/91 [sul decentramento della sede], ma al tempo stesso vanno evidentemente considerate caducate di diritto – perché in contrasto con norme statali di principio sopravvenute, e dunque ai sensi dell’art. 111, terzo comma, Cost. – le previgenti disposizioni regionali di dettaglio che prevedano diversamente.
Quindi, con riguardo alla fattispecie concreta decisa dalla citata sentenza del Tar Calabria ora confermata dal CdS, “va disapplicato” anche l’art. 3, primo comma, lett. a) della L.R. Calabria n. 18/90 che attribuisce/attribuiva all’Asp la competenza ad adottare i “provvedimenti in materia di trasferimento dei locali della farmacia all’interno della sede farmaceutica”.
Per la verità, l’analisi pur molto puntuale ed esaustiva del Tar – riferendosi ai decentramenti di sede – aveva richiamato, come disposizione da ritenersi implicitamente modificata, soltanto il comma 2 dell’art. 5 [sul c.d. decentramento a domanda: da ultimo, v. Sediva News dell’11.04.2018: “Anche una sede assegnata nel concorso può essere decentrata”] ma non si vede una sola ragione che per il decentramento d’ufficio [previsto nel comma 1] possa invece spiegare la sopravvivenza di una misteriosa e residuale competenza regionale, come è vero d’altra parte che il CdS si è riferito ai “decentramenti” senza ulteriori specificazioni.
Queste comunque le notazioni conclusive, in termini sicuramente non equivoci, del Supremo Consesso: “La centralità dell’ente territoriale, all’evidenza giustificata dalla piena conoscenza della realtà territoriale e della sua evoluzione, deve assumere necessariamente rilievo (come puntualmente osservato dal primo giudice) sia nella prevista fase della programmazione (per il tramite della nuova procedura di approvazione delle piante organiche), sia, a fortiori, negli atti di concreta allocazione dei decentramenti e dei trasferimenti, la cui valenza essenziale ai fini sopra ricordati è di evidenza solare”.
In conclusione, dovrebbe perciò trattarsi di una vicenda decisa una volta per tutte nell’unica direzione tecnicamente ineccepibile, e del resto fortemente auspicata – ci pare – anche da altri Autori, e però sarà forse necessario anche qui continuare a fare i conti con la negligenza/superficialità, e talora con l’arroganza di alcune amministrazioni pubbliche, ovviamente con le Regioni [come si è osservato anche la volta scorsa] in testa a tutte.
Ma per l’ambita certezza del diritto si tratta indubbiamente di importanti passi in avanti.

(gustavo bacigalupo)

Sentenza CdS n. 2379 del 19.04.18 – Sentenza TAR CALABRIA n. 0053 del 28.01.17