Sono associato in partecipazione in una farmacia di cui è titolare una persona fisica e nella quale ho apportato, al momento dell’apertura di tre anni fa, un capitale importante.
Conosciamo abbastanza i problemi fiscali di queste associazioni ma la redditività della farmacia ci permette di tenere in piedi il contratto, studiando nel frattempo il modo di trasformare ben presto il rapporto in una società, magari srl.
Ora però c’è un problema pratico: io nel corso del 2017 ho ricevuto tutti gli utili maturati nel 2016 e nel 2015, e vorrei sapere che tipo di certificazione deve rilasciarmi l’associante perché io possa inserire gli utili nella mia dichiarazione di quest’anno.
Il commercialista della farmacia ha parlato di una certificazione che avrebbe dovuto essere inviata già a febbraio ma non è sembrato molto convinto.

Il quesito è posto in termini chiari ed esaurienti, e la risposta è facile.
Entro il prossimo 31 marzo gli associanti in partecipazione – tra cui anche, naturalmente, il titolare della farmacia cui Lei partecipa –  che nel 2017 hanno corrisposto utili a questo titolo ai propri associati di capitale (residenti in Italia) devono loro rilasciare un apposito modello di certificazione chiamato CUPE, che dovrà essere utilizzato dai percipienti [quindi anche da Lei] per la compilazione della dichiarazione annuale dei redditi, 730/2018 o Mod. Unico 2018-Redditi 2017.
La certificazione CUPE è però ben diversa dalla certificazione unica (CU) e quindi – differentemente da quest’ultima – non doveva essere inviata telematicamente dal sostituto d’imposta (cioè dall’associante) entro il 7 marzo, ed è possibile che il commercialista intendesse riferirsi erroneamente proprio alla CU.
I dati della CUPE devono tuttavia essere riportati – a cura (in questo caso specifico) dell’associante appunto quale sostituto d’imposta – nel Mod. 770 [esattamente negli appositi quadri SI e SK] da presentare telematicamente entro il 31 ottobre 2018.

(stefano civitareale)