La privacy è un diritto che – come stiamo vedendo anche in questi giorni e a proposito addirittura di Facebook – si tende sempre più a tutelare e da qualche tempo é oggetto di vari interventi anche del nostro legislatore che mirano a proteggere un “bene giuridico” dall’importanza via via crescente [anche se per la verità un po’… enfatizzato].
E questo accade quasi in ogni ambito della nostra vita ma in particolare, per quel che ci riguarda da vicino, nel trattamento dei dati personali e nella videosorveglianza, compresa quella sul posto di lavoro.
Proprio in merito a quest’ultima, il 19 febbraio u.s. l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la circolare n. 5 diretta a illustrare ulteriormente la disciplina del controllo audio-video sul luogo di lavoro, trattando un aspetto particolarmente delicato rappresentato dalle riprese dirette del lavoratore senza le limitazioni dell’oscuramento del volto o dell’angolo di ripresa.
L’Ispettorato ha indicato limiti ben precisi per tale forma di utilizzo delle riprese, che devono essere motivate da ragioni specifiche quali la sicurezza sul lavoro, oppure, anomalie nello svolgimento dell’attività tali da mettere a rischio la tutela del patrimonio aziendale.
La circolare consente anche di non indicare l’esatta posizione e il numero di telecamere da installare e di configurare il sistema di riconoscimento biometrico (che consiste nell’identificazione della persona sulla base di una o più caratteristiche biologico-comportamentali) senza richiedere l’autorizzazione all’Ispettorato del Lavoro, ma solo per motivi di sicurezza.
L’Ispettorato si è soffermato anche sull’utilizzo delle nuove telecamere IP, cioè quei dispositivi audio-video che consentono la trasmissione delle immagini registrate in forma digitalizzata da un device all’altro senza passare per la conversione analogico-digitale e che può essere controllata in via remota tramite la rete dati stessa; anche l’utilizzo di questi nuovi dispositivi è legato alle circostanze precedentemente trattate (sempre da motivare debitamente).
La sicurezza sul lavoro, il patrimonio aziendale e ragioni di natura organizzativa e produttiva, costituiscono quindi i motivi per cui, come ha scritto in un suo celebre romanzo George Orwell, “il grande fratello vi osserva”.

(matteo lucidi)