Ho aperto da meno di un mese la farmacia ed eseguito tutti gli adempimenti richiesti tramite la piattaforma informatica di “ComUnica” (iscrizione Registro imprese, apertura partita IVA, ecc.).
La pratica è stata regolarmente acquisita dalla CCIAA ma due giorni fa mi sono accorto di avere omesso l’indicazione dell’indirizzo PEC, che però ho attivato a tempo debito.
Ci sono conseguenze e come posso eventualmente rimediare?

L’art. 5, comma 1, del D.L. n. 179/2012, convertito in L. n. 221/2012, ha esteso dal 19 dicembre 2012 anche alle imprese individuali – e stando al quesito riteniamo che la Sua sia proprio una farmacia acquisita e condotta in forma individuale – l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) al Registro Imprese, già previsto per le imprese costituite in forma societaria dall’art. 16, comma 6, del D.L. n. 185/2008, convertito in L. n. 2/2009.
In caso di omessa comunicazione dovrebbe pertanto essere irrogabile la sanzione prevista dall’art. 2630, comma 1, c.c. secondo cui “(c)hiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il registro delle imprese è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 206 euro a 2.065 euro”.
Ma il comma 2 dell’art. 5 citato all’inizio prevede espressamente che (l)’ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda fino ad integrazione della domanda con l’indirizzo di posta elettronica certificata e comunque per quarantacinque giorni; trascorso tale periodo, la domanda si intende non presentata” [la sottolineatura è nostra – n.d.r].
Come vediamo, perciò, la sanzione non è pecuniaria ma consiste: a) nella sospensione della domanda d’iscrizione fino all’avvenuta integrazione con indirizzo PEC, purché tuttavia il perfezionamento sia completato nei successivi 45 giorni; ovvero b) nel suo rigetto, in caso di inutile decorso di tale termine.
Il che naturalmente non deve sembrare una sanzione da poco vista l’obbligatorietà dell’iscrizione nel registro delle imprese e tutto quel che può derivare dalla mancata iscrizione (!).
E’ bene, quindi, provvedere al più presto a integrare la domanda tempestivamente, dato che nel Suo caso il termine di 45 giorni sembrerebbe tuttora in corso.
Vale la pena infine ricordare che la domanda di iscrizione del solo indirizzo PEC da parte delle società e delle imprese individuali è esente da imposta di bollo e da diritti di segreteria, salvi i casi – ma non è questo, come detto – in cui la comunicazione dell’indirizzo sia facoltativa.

(stefano civitareale)