Sono detraibili le spese sostenute per cicli di sedute chiropratiche? Posso cioè usufruire dello stesso beneficio fiscale che traggo dalle cure termali?

Tra le spese mediche per le quali il Fisco riconosce la detrazione del 19% dell’Irpef vi sono anche – come abbiamo avuto occasione di segnalare altre volte – quelle per compensi di prestazioni sanitarie rese da soggetti diversi dai medici.
E però in termini generali la loro detrazione è consentita solo a condizione che esse, oltre a rivelarsi evidentemente collegate alla cura di una patologia, siano rese da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria e quindi può trattarsi anche di prestazioni cosiddette di assistenza specifica, come i prelievi ai fini di analisi, le applicazioni con apparecchiature elettromedicali, le prestazioni di attività riabilitative (circ. n. 207 del 2000).
Venendo ora, in particolare, alle prestazioni chiropratiche, queste fino ad oggi erano detraibili in presenza di prescrizione medica che dimostrasse il collegamento tra la prestazione e la patologia e a condizione che fossero effettuate presso idonee strutture debitamente autorizzate, la cui direzione fosse inoltre affidata a un medico specialista in fisiatria o in ortopedia.
Il chiropratico anche dottore in medicina poteva eseguire la prestazione di chiroprassi in autonomia sotto la propria responsabilità. (Cfr. Circolare n. 17/E del 18 maggio 2006, paragrafo 1; circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, paragrafo 4.6; circolare n. 7/E del 4 aprile 2017, pagina 28).
Questo quadro, tuttavia, è destinato inevitabilmente a mutare con l’entrata in vigore della Lorenzin (l. 11/01/2018, n. 3) – di cui ci stiamo occupando diffusamente – che ha istituito, come noto, nuove (fin troppe…) professioni sanitarie: sono i chimici, i fisici, gli psicologi e i biologi, ma soprattutto – sempre per quanto ora ci interessa – gli osteopati e appunto i chiropratici.
Questi ultimi, essendo dunque ormai riconosciuti a ogni effetto come professionisti sanitari, “cammineranno finalmente”, per così dire, “con le loro gambe”, senza più la necessità quindi di una previa prescrizione medica neppure ai fini della detrazione Irpef delle spese sostenute per le loro prestazioni.
Infine, quanto alle cure termali, gli oneri sostenuti sono sempre detraibili, purché anche qui prescritte da un medico; e tuttavia, giova ricordarlo, non godono dello stesso trattamento le spese “accessorie”, come quelle di viaggio, di albergo e di soggiorno in genere.
Pertanto, nel caso in cui la fattura sia unica – sia per le cure che per il soggiorno – sarà necessario che nel documento fiscale vengano specificate le singole voci di spesa.

(mauro giovannini)