Nella Sediva News del 28/02/2018 vi abbiamo dato conto delle notizie della stampa specializzata di settore circa il varo imminente del risparmiometro, l’ennesimo strumento anti-evasione elaborato dall’Agenzia delle Entrate che consentirebbe – con l’aiuto dell’immancabile algoritmo – di confrontare il reddito dichiarato al Fisco da un contribuente con le consistenze dei rapporti da lui intrattenuti con banche e altri istituti finanziari.
Vogliamo però darvi in proposito – o almeno tentare di farlo – qualche utile consiglio per una sana gestione finanziaria della farmacia così da allontanare anche il rischio di “incappare” in verifiche del genere, o se non altro essere pronti all’evenienza.
– Nessun prelievo personale per cassa – Gli incassi per contanti – al netto dei pagamenti con il POS – devono essere versati in un conto corrente bancario dedicato, intestato naturalmente alla farmacia, senza tuttavia effettuare prelievi a titolo personale, in modo da assicurare tendenzialmente una perfetta corrispondenza tra i corrispettivi incassati e le risultanze bancarie.
Inoltre, nello stesso conto corrente e per gli stessi motivi è bene che affluiscano anche i corrispettivi liquidati dal SSN.
– Tutti i pagamenti con mezzi tracciabili – I pagamenti a qualsiasi titolo inerenti alla gestione dell’esercizio devono essere effettuati – anche per importi inferiori ad € 2.999,99, che notoriamente è il tetto per il contante – con assegni o bonifici bancari o con altro mezzo che ne consenta la “tracciatura”.
Ricordiamo che dal 1° luglio 2018 le retribuzioni di dipendenti e collaboratori non potranno più essere corrisposte in contanti neppure, anche qui, al di sotto del richiamato limite.
Per le piccole spese (la cancelleria, il rifornimento di carburante, ecc.) conviene perciò attivare una carta di debito e/o di credito accesa alla farmacia anche perché, sempre dal 1° luglio 2018, i rifornimenti di carburante per i veicoli aziendali dovranno/dovrebbero essere pagati obbligatoriamente tramite POS.
– Prelievi personali esclusivamente dalla banca – Ma naturalmente dobbiamo pur vivere: e allora i prelievi di denaro del titolare, dei collaboratori familiari e dei soci operati a titolo personale devono essere effettuati – con la causale “prelevamento utili” – mediante giroconto dai conti bancari della farmacia a quelli privati, anche qui per garantire una perfetta corrispondenza dell’operazione in uscita/entrata sui rapporti finanziari dei soggetti interessati (farmacia/titolare/collaboratori familiari/soci).
– Entrate private su conto privato – I redditi che discendono dal patrimonio personale (come, ad esempio, gli affitti immobiliari) e/o comunque diversi da quelli derivanti dalla farmacia (come le pensioni, le indennità a vario titolo, ecc.) vanno fatti affluire su un conto corrente bancario privato non intestato evidentemente all’esercizio.
Come a questo punto sarà forse più chiaro, una corretta gestione della liquidità della farmacia serve (anche) a documentare con trasparenza la formazione delle consistenze dei saldi dei conti correnti bancari utilizzati per l’attività e per le esigenze personali, cosicché si sia pronti, come dicevamo, a rispondere a eventuali contestazioni del Fisco.
Un buon aiuto per tutto questo può d’altronde provenire anche dalla “dematerializzazione” degli estratti conti correnti bancari utilizzati dalla farmacia, la quale – come possono riscontrare chi ne fa utilizzo – ne permette un monitoraggio completo e sostanzialmente immediato mediante il portale di Skynet e quindi con l’acquisizione in tempo reale nella contabilità delle relative movimentazioni.
In questo modo, insomma, controllare i conti correnti bancari della farmacia potrà rivelarsi senz’altro più agevole e sicuro, e non solo per le finalità “anti-Fisco” che dicevamo ma anche per tenere sempre sott’occhio l’equilibrio finanziario della nostra azienda.

 (franco lucidi)