[corrisposti ai dipendenti/co.co.co. per le piccole spese della farmacia]

Voi avete scritto, se non ricordiamo male, che nel corso di quest’anno gli stipendi al personale e i compensi ai collaboratori dovranno essere obbligatoriamente liquidati con mezzi tracciabili, escluso quindi in modo assoluto il contante.
Ma questo vale anche per i fondi spese di cui dotiamo il personale della farmacia per le piccole incombenze?

Abbiamo in effetti ricordato poco tempo fa (v. Sediva News del 15/01/2018, punto 31) che la Legge di Bilancio 2018 (art. 1, comma 910-914) ha previsto che a far data dal 1° luglio 2018 i pagamenti di retribuzioni e compensi [qualunque ne sia l’ammontare] e degli eventuali anticipi andranno obbligatoriamente effettuati attraverso uno sportello bancario o postale con i seguenti strumenti di pagamento:
– bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
– strumenti di pagamento elettronico;
– pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove la farmacia abbia aperto un cc di tesoreria con mandato di pagamento;
– emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di comprovato impedimento, a un suo delegato.
La disposizione vale dunque sia per le retribuzioni dei lavoratori subordinati che per i compensi ai co.co.co (che ormai, come noto, possono in sostanza essere soltanto i collaboratori farmacisti).
Ora, considerato che la norma letteralmente fa riferimento alle “retribuzioni e agli anticipi di esse” [senza quindi alcun cenno ad altre “voci”], laddove la farmacia – come spesso è – intenda costituire in mani di dipendenti e/o collaboratori uno o più “fondi spese” per le finalità di cui si è detto, potrà erogare la somma anche in contanti senza quindi la necessità di ricorrere al mezzo tracciabile.
La ratio della disposizione, del resto, è naturalmente quella di scoraggiare accordi di “sotto-pagamento” a cui – specie in tempi di crisi occupazionale – potrebbe prestarsi anche lo stesso dipendente/collaboratore.
In tal senso si è comunque espresso anche l’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel corso di un recente Forum organizzato dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro.
Ci attendiamo evidentemente istruzioni ufficiali più complete e precise in prossimità della decorrenza del nuovo obbligo, che ci auguriamo sortisca perlomeno l’effetto sperato anche per “compensarci” delle non poche difficoltà operative che esso comporta, soprattutto per i piccoli datori di lavoro (proprio come la gran parte delle farmacie).

 (stefano civitareale)