[Consiglio di Stato n. 1135 del 22/02/2018]

 

Questa sentenza, in riforma della decisione del Tar Campania n. 2278 del 28/04/2017 [che aveva annullato in parte qua la graduatoria del concorso ordinario campano pubblicata nel 2016], sconfessa definitivamente – a ben guardare, dopo appena un paio d’anni – il suo sciagurato precedente n. 5667 del 14/12/2015.

Una pronuncia, questa del 2015, che ha dato infatti i problemi che sappiamo agli incolpevoli partecipanti (vincitori e non vincitori) ad alcuni dei concorsi straordinari ‑ fortunatamente altri erano giunti già al capolinea – affermando nella sorpresa generale la superabilità per i rurali, con la maggiorazione del 40%, del tetto dei 35 punti per i titoli relativi all’esercizio professionale.

Finisce così ogni tormento al riguardo perché ora svaniscono anche le residue perplessità di qualcuno che – del tutto legittimamente, beninteso – si era posto il dubbio sia sull’efficacia retroattiva e/o la natura di norma interpretativa della disposizione di cui all’art. 16 della Legge Lorenzin, ma anche sulla sua applicabilità ai concorsi ordinari.

Il doppio intervento – prima del legislatore e ora dello stesso CdS – sgombra insomma pienamente il cielo di tutti i concorsi, inclusi pertanto anche quelli ordinari che verranno, dalle nuvole nere generate dalla pronuncia del 2015, anche se purtroppo, come abbiamo già rilevato accennando proprio a questa vicenda, gli oneri (talora anche consistenti) che l’inopinata sentenza ha cagionato alla “micro collettività” dei concorrenti nessuno li rifonderà.

Per la verità, neppure la decisione conclusiva di oggi ruba l’occhio per il rigore argomentativo, dato che in realtà il Supremo Consesso – forse anche per non calcare troppo la mano su quel suo precedente – si limita ad accodarsi a CGARS n. 546 dell’11/12/2017 (v. Sediva News del 29/12/2017: “Le ultime da Palazzo Spada su maggiorazione ai rurali, distanza tra farmacie, Fascia C e parafarmacie”) aggiungendo solo qualche sterile e poco pertinente considerazione, pur potendo naturalmente far molto meglio.

Anche per questo sarebbe perciò ormai di scarsa utilità ripercorrere sul piano tecnico‑giuridico l’intera vicenda o dar conto particolarmente di alcuni singolari passaggi della decisione del CdS [che rendiamo tuttavia integralmente consultabile], perché la questione della maggiorazione ai rurali si chiude qui e questo crediamo possa bastare.

Restano invece evidentemente di massima attualità i problemi pratici che discendono dal parere della Commissione Speciale, e l’auspicio non può quindi essere che quello di ulteriori e più approfondite riflessioni che sciolgano in tempi rapidi i nodi connessi all’interpretazione della l. 124/2017, come in tempi fin troppo rapidi si sta sciogliendo la neve caduta a Roma fino a poco fa.

(gustavo bacigalupo)

 

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