Nelle istruzioni ministeriali per la compilazione dei modelli di dichiarazione dei redditi, l’A.f. ha specificato che: “i locali per la portineria, l’alloggio del portiere e per gli altri servizi oggetto di proprietà condominiale cui è attribuibile un’autonoma rendita catastale devono essere dichiarati dal singolo condomino solo se la quota di reddito a lui spettante per ciascuna unità immobiliare è complessivamente superiore a euro 25,82. L’esclusione non si applica per gli immobili concessi in locazione e per i negozi“.
Tra le unità immobiliari di proprietà condominiale suscettibili di produrre una rendita ai fini catastali c’è sicuramente anche l’alloggio del portiere.
Così, ad esempio, se tale unità abitativa ha una rendita catastale pari ad € 600,00, per capire se quel bene debba essere inserito nella dichiarazione è necessario ripartire il valore della rendita secondo i millesimi di proprietà; se dalla risultante di questa operazione si evince che uno o più condòmini hanno una rendita pro-quota superiore ad € 25,82 dovranno inserirla nella propria dichiarazione.
La relativa attestazione può essere rilasciata dall’amministratore di condominio in carta semplice, ovvero calcolata direttamente dal condòmino sulla base appunto delle tabelle millesimali di proprietà.
Nel caso invece in cui i locali destinati all’alloggio del portiere siano concessi in locazione a terzi (perché ad esempio sia cessato il servizio di portineria e/o sia mutata la destinazione d’uso), bisognerà sempre riportare nella dichiarazione la quota di reddito spettante a ogni condòmino – sempre quindi in ragione dei millesimi di proprietà ovvero della quota diversamente pattuita mediante specifico accordo – indipendentemente pertanto dall’ammontare del reddito riferito alla rendita catastale.

(mauro giovannini)