Sinora ne abbiamo fatto solo qualche cenno ma forse è il caso di spendere alcune parole in più, perché nella sostanza sono cambiate le regole sugli sconti fiscali riguardanti la prole.
La Legge di Bilancio 2018 (art. 1, comma 252) – intervenendo sulla norma di riferimento (art. 12 T.U.I.R.) – ha infatti stabilito che per i figli di età non superiore a 24 anni il reddito complessivo ai fini della verifica dell’accesso all’agevolazione sale a 4.000 euro: sembra quindi chiaro almeno uno degli intenti di questo intervento, quello cioè di scoraggiare il lavoro “nero” dei più giovani, talvolta infatti praticato anche per non superare il limite di reddito per poter essere considerati fiscalmente a carico.
L’ingresso della novità, tuttavia, è rinviato di un anno rispetto all’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, dato che diventa efficace a partire dal 1° gennaio 2019.
In definitiva, fino a 24 anni di età i figli si considerano a carico se il loro reddito complessivo annuo non supera il limite di 4.000 euro; oltre i 24 anni il limite torna ad essere quello anteriormente in vigore di 2.840,51 euro.
Ricordiamo, ed è importante, che per i figli non è più previsto – come in precedenza – né un limite di età oltre il quale non possono più considerarsi a carico, né il requisito della convivenza con colui che usufruisce della detrazione.
Infine, anche per l’applicazione di questo nuovo limite di reddito per i figli a carico di età non superiore a 24 anni, si deve ritenere che il requisito anagrafico sussista per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui questo accade e perciò, se nostro figlio compie 24 anni il 1 gennaio 2019, il beneficio è fruito per l’intero anno.

 (valerio pulieri)