Ne abbiamo già parlato commentando la Legge di Bilancio 2018 e ora è il momento di ulteriori importanti considerazioni.
Queste agevolazioni fiscali, in vigore da più di due anni, consistono tecnicamente (come molti di voi ben sanno) in una maggiorazione – ai soli fini dell’ammortamento fiscale (rispettivamente del 40% per il super e del 150% per l’iper) – del costo fiscale dei beni strumentali nuovi acquistati in proprietà o in leasing da imprese e professionisti.
In pratica, non considerando per un attimo l’iva, un bene che costa 100 viene ammortizzato per 140 e sul maggior costo ammortizzato (ma non sostenuto) di 40 il risparmio di imposta è naturalmente commisurato all’aliquota marginale del singolo contribuente “investitore”.
Prima di introdurre le novità recate per il 2018 è utile, anche per una migliore loro comprensione, svolgere un rapido “flash back” dell’agevolazione per gli anni precedenti.
2016: si parte con il “super”
La Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015 art 1, commi, 91-94) introduce il super‑ammortamento per gli acquisti effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, con esclusione dei beni mobili con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,50% e di quelli appartenenti a taluni settori ricompresi nell’All. 3 della legge (ai quali non sono interessate le farmacie)  e di tutti gli investimenti in fabbricati e costruzioni, e riguarda anche le autovetture aziendali e quelle date in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta (art. 164, comma 1, lett. b) e b-bis del TUIR), ivi comprese evidentemente quelle della farmacia.
2017: continua il “super” e arriva anche l’”iper”
Con la Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016, art. 1, comma 8-13) il super-ammortamento viene prorogato (essenzialmente) alle stesse condizioni per gli investimenti realizzati entro il 31 dicembre 2017 ovvero entro il 30 giugno 2018 a condizione che, entro la prima data il relativo ordine sia accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Tuttavia rispetto alla versione 2016 l’agevolazione non riguarda più né le autovetture aziendali né quelle date in uso promiscuo per la maggior parte del periodo di imposta (art. 164, comma 1, lett. b) e b-bis) TUIR), sempre incluse quelle della farmacia.
Con la stessa legge, però, esordisce l’iper-ammortamento per gli investimenti in alcune particolari tipologie di beni materiali strumentali nuovi indicati in un allegato alla legge stessa e finalizzati ai processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0.
Si tratta in estrema sintesi di beni ad alto contenuto tecnologico in grado di favorire lo sviluppo digitale dell’azienda (in particolare, macchine intelligenti interconnesse: per la farmacia, tipicamente robot e piattaforme mobili di carico/scarico).
Gli investimenti interessati sono sempre quelli realizzati entro il 31 dicembre 2017 ovvero entro il 30 giugno 2018 a condizione anche qui che entro la prima data il relativo ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Collegato poi all’iper-ammortamento, vi è una “sorta” di super-ammortamento – sempre del 40% – per gli acquisti di taluni beni immateriali (essenzialmente software) funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0.
Le novità del 2018
E veniamo a quest’anno.
Come detto, la Legge di Bilancio 2018 ha prorogato le agevolazioni del super e dell’iper‑ammortamento per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi – restando ferme le esclusioni delle precedenti versioni – effettuati dal 1º gennaio al 31 dicembre 2018 ovvero entro il 30 giugno 2019, a condizione che entro la prima data il relativo ordine sia accettato dal venditore e avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Senonché, la percentuale di maggiorazione del costo di acquisizione – questa è senz’altro la principale novità – scende dal 40% al 30%.
Resta inoltre inteso che, se entro il 31 dicembre 2017 è stato accettato l’ordine dal venditore e avvenuto il pagamento degli acconti in misura pari al 20%, la consegna del bene entro il 30 giugno 2018 – come prevede la legge – fa salva l’applicazione della maggiore aliquota del 40% valida per gli investimenti del 2017.
Viene anche confermata l’esclusione delle autovetture dall’agevolazione, e però stavolta è un’esclusione radicale, riguardando anche quelle destinate a essere utilizzate esclusivamente nell’attività propria dell’impresa (art. 164, comma 1, lett. a) art. 164 T.U.I.R.) come, ad esempio, le vetture della scuola-guida o dell’autonoleggio.
Ma la proroga riguarda anche l’iper-ammortamento, perché la maggiorazione del 150% è estesa agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018 ovvero entro il 31 dicembre 2019, alla solita condizione che, entro il 31 dicembre 2018, il relativo ordine sia accettato dal venditore e avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Confermate inoltre, anche per l’iper-ammortamento 2018, le disposizioni in materia di maggiorazione del 40% per gli investimenti in beni immateriali strumentali – il cui elenco originario viene ampliato in chiave “Industria 4.0” – effettuati entro il 31 dicembre 2018 ovvero entro il 31 dicembre 2019, a condizione ancora una volta che entro la prima data il relativo ordine sia accettato dal venditore e avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Quanto alla documentazione necessaria, la Legge di Bilancio 2018 conferma quanto già previsto dalle precedenti disposizioni.
Pertanto, ai fini dell’iper-ammortamento e della maggiorazione del 40% per i beni immateriali, l’impresa deve produrre una dichiarazione del legale rappresentante ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500mila euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali (o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato comprovanti che il bene possiede le prescritte caratteristiche e sia interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura).
Sempre in materia di iper-ammortamento, contrariamente alle precedenti versioni il legislatore del 2018 ha voluto evitare che l’iper-ammortamento possa influenzare le scelte di investimento dell’impresa negli anni futuri.
E infatti viene disposto che, se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo il bene oggetto dell’agevolazione viene ceduto, non viene meno il diritto all’agevolazione per le quote di ammortamento residue così come originariamente determinate, a condizione che, nello stesso periodo d’imposta di cessione del bene, l’impresa lo sostituisca con un altro avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste, e attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene nonché il requisito dell’interconnessione attraverso – anche in questo caso – una dichiarazione resa dal legale rappresentante ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500mila euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali (o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato).
Infine, nell’ipotesi in cui il costo di acquisizione dell’investimento sostitutivo sia inferiore al costo di acquisizione del bene sostituito – e sempre che ricorrano le condizioni sopra ricordate – il beneficio dell’iper-ammortamento prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.
Queste, ci pare, le principali novità in sintesi.
Non mancheremo certo in futuro, tuttavia, di approfondire – anche alla luce delle attuali e future pronunce di prassi sull’argomento – queste tematiche sul piano più strettamente operativo.

 (stefano civitareale)