La Asl ha classificato la mia farmacia come rurale sussidiata ma con fatturato superiore ad € 387.342,67, addebitandomi perciò una scontistica più alta. Il calcolo della ASL comprende la somma dei fatturati lordi di etici, integrative e DPC, scorporando solo l’iva.
Attenendoci invece al solo fatturato lordo dei farmaci etici “deivato” non supererei il tetto di € 387.342,67.
Mi chiedo quali probabilità di successo avrei agendo in giudizio per il passato.

Come ricordiamo nell’altra Sediva News di oggi, le Regioni non hanno sempre tenuto un comportamento univoco nel calcolo del fatturato SSN ai fini dell’applicazione degli sconti; questo ha indotto Federfarma a chiedere un parere al riguardo all’Ufficio legislativo del Min. Salute che è stato reso in data 22/01/2018 [e allegato alla Circolare Federfarma del 24 gennaio u.s.].
Secondo il Dicastero – come viene precisato nell’altra news – bisognerebbe, diversamente dai calcoli che Lei propone, scomputare sia la DPC che l’assistenza integrativa e protesica [vera novità, ci sembra, del parere], e anche sottrarre gli sconti SSN, il “ticket” e (naturalmente) l’Iva.
Insomma, se il fatturato della Sua farmacia così determinato superasse per gli anni scorsi l’ammontare annuo di € 387.342,67 [e quello di 450.000 euro per il 2018 e seguenti], Lei non avrebbe diritto all’applicazione dello sconto ridotto; nel caso contrario potrebbe invece tentare la via giudiziaria anche sulla scorta dei chiarimenti ministeriali.
Ma verosimilmente almeno da quest’anno l’innalzamento del limite dovrebbe senz’altro permetterLe l’accesso ai benefici previsti per le farmacie rurali sussidiate.

 (stefano lucidi)