La prima news di quest’anno – trascurando quella “straordinaria” di qualche giorno fa di commento al discutibile parere (si fa per dire… dopo tutte le critiche che al documento abbiamo dedicato…) del CdS sulla l. 124/2017, che nella pratica potrà dare parecchi problemi a farmacisti e non farmacisti – non poteva che riguardare un esame adeguato della Legge di Bilancio 2018 (già Legge di Stabilità e, prima ancora, Legge Finanziaria).
Si tratta della l. n. 205 del 27/12/2017, pubblicata nella G.U. del 27/12/2017, che ‑ a seguito dell’approvazione da parte dei due rami del Parlamento del solito maxi emendamento governativo – consta anche in questo caso di un unico articolo con ben 1181 commi (complicando così non poco, per l’ennesima volta, la lettura delle varie disposizioni normative) e di molti allegati.

Di seguito le principali novità.

* * *

  1. Fatturazione elettronica B2B e B2C

Dal 1 gennaio 2019, come sapete, la fattura elettronica costituirà la regola anche nei rapporti tra operatori economici privati (B2B), allo scopo, tra l’altro, di contribuire incisivamente al recupero dell’iva annualmente evasa che si calcola in circa 37 miliardi annui.
Questa importante innovazione recherà anche una semplificazione e una riduzione del numero degli adempimenti fiscali, e anche l’impossibilità di omettere le registrazioni contabili per uno o ambedue i soggetti coinvolti ovvero di annotare contabilmente importi diversi da quelli dell’effettiva transazione.
L’obbligo decorrerà anticipatamente, cioè dal 1° luglio 2018, per i prodotti petroliferi e le prestazioni dei subappaltatori coinvolti negli appalti pubblici, mentre sono esonerati i contribuenti che applicano regimi di vantaggio o forfettari.
In caso di emissione di fattura con modalità diverse da quelle elettroniche, si considera non emessa e si applica la sanzione tra il 90 e il 180% dell’iva relativa alla fattura ritenuta non emessa.
Inoltre, in caso di omissione della trasmissione della fattura elettronica o di trasmissione con dati incompleti o inesatti, si applica la sanzione di € 2 per ogni fattura, con il limite di € 1.000 per ciascun trimestre, ridotto a € 500 se l’adempimento della trasmissione è effettuato entro i 15 giorni successivi alla scadenza.
Con l’entrata in vigore della fattura elettronica cessa tuttavia l’obbligo della trasmissione telematica del c.d. “spesometro”, che infatti altra finalità in realtà non ha se non quella di permettere il riepilogo e la trasmissione al Fisco di tutte le transazioni economiche effettuate tra privati e quindi verrebbe ormai a costituire un “duplicato” dei dati già a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.
Ma la novità coinvolge anche i consumatori finali perché una copia della fattura (elettronica o analogica) dovrà essere messa a disposizione anche di costoro i quali però, non avendo l’obbligo di dotarsi di una PEC, potranno rinunciare alla fattura stessa, sia nel formato elettronico che in quello analogico.

  1. Acquisti di carburanti

Sempre per effetto delle disposizioni appena ricordate riguardanti la fattura elettronica, dal 1° luglio 2018 viene abolita la scheda carburante avendo obbligo il distributore – come detto – di emettere la fattura elettronica per le cessioni di benzina o di gasolio utilizzati come carburanti per autotrazione; inoltre, ai fini della deducibilità del relativo costo, l’acquirente sarà costretto – come abbiamo anticipato più volte nella nostra Rubrica – a pagare soltanto tramite carte di credito, di debito o prepagate.
Una notevole complicazione dal punto di vista pratico, come ad esempio per chi ha più autovetture aziendali in ordine alle quali rischia infatti di essere necessaria l’effettuazione di pagamenti con carte di credito diverse.

  1. Semplificazioni amministrative e contabili

L’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica tra privati comporterà anche la facoltà per i soli contribuenti in contabilità semplificata di usufruire di servizi che l’Agenzia delle Entrate metterà loro a disposizione, quali i prospetti di liquidazione periodica dell’iva, la dichiarazione annuale dell’iva, la dichiarazione annuale dei redditi e i relativi modelli F24 per effettuare i versamenti delle imposte dovute [ferma l’esenzione, per chi si avvale di questa facoltà, dall’obbligo di tenuta dei registri iva].

  1. Riduzione termini di decadenza per l’accertamento

Sono ridotti di due anni i termini quinquennali di accertamento fiscale per i contribuenti che garantiscano, con modalità stabilite da apposito decreto del Ministro dell’Economia e Finanze, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati per operazioni di ammontare superiore a 500 euro.
Si tratta di una novità importante, per cui attendiamo con buone aspettative questo decreto per verificarne le modalità di attuazione concreta.

  1. Spesometro 2018

Vengono modificate le date di scadenza della spedizione dello “spesometro” del 2018 (in attesa, come detto, della sua eliminazione a decorrere dal 1 gennaio 2019) che hanno dato grossi problemi agli operatori nel corso del 2017.
Lo “spesometro” torna cioè ad essere trimestrale, salva la facoltà (per opzione) dell’invio semestrale prevedendo la data del 30 settembre – in luogo del 16 settembre – quale limite temporale per la trasmissione dei dati relativi al I semestre 2018.
Per le altre date è necessario attendere un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

  1. Rinvio di un anno dell’IRI

Esigenze di cassa hanno indotto il Governo a rinviare l’applicazione dell’IRI di un anno: la relativa opzione slitterà a giugno 2019 per i redditi prodotti nel 2018. La necessità di neutralizzare gli aumenti dell’iva (dal costo di 15 miliardi) e i minori introiti reali connessi all’applicazione dell’IRI (calcolati in 2,15 miliardi) non ci hanno consentito quindi di godere del beneficio per i redditi prodotti dal 1° gennaio 2017, con conseguenze evidentemente pregiudizievoli per i contribuenti che avevano già impostato l’anno fiscale 2017 proprio in funzione dell’applicazione dell’IRI sin dallo stesso anno.

  1. Clausole di salvaguardia Iva

Sempre in materia di aumenti Iva, la Legge di Bilancio, nel confermare l’invarianza delle aliquote per l’anno 2018, prevede anche che dal 1° gennaio 2019:

  • L’aliquota iva del 10% aumenti all’11,5%;
  • L’aliquota iva del 22% aumenti al 24,2%.

Dal 1° gennaio 2020, invece:

  • L’aliquota iva dell’11,5% verrà elevata al 13%
  • L’aliquota iva del 24,2% verrà elevata al 24,9%.

Come ormai succede da un paio di anni, lo Stato dovrà trovare le risorse nell’annuale Legge di Bilancio per neutralizzare questi aumenti, che tutti concordemente temono per gli intuibili effetti sui consumi.

  1. Aliquota iva applicabile nei casi di ristrutturazioni edilizie in presenza di “beni significativi”

L’applicazione dell’iva ridotta al 10% per le spese di ristrutturazione edilizia degli immobili abitativi è condizionata alla presenza dei c.d. “beni significativi”, nei quali rientrano i sanitari, le rubinetterie da bagno, gli ascensori, i montacarichi, gli infissi, le caldaie, i videocitofoni, le apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, gli impianti di sicurezza.
Per individuare l’aliquota da applicare nel concreto sul costo della fornitura dei “beni significativi”, nei quali bisogna seguire questo ragionamento: se il corrispettivo della manodopera è superiore al valore di tali beni, essi sono assoggettati interamente ad iva con aliquota del 10%; se invece è inferiore, i “beni significativi” sono assoggettati al 10% soltanto per un importo pari al corrispettivo della manodopera, applicandosi perciò quella ordinaria del 22% per il residuo ammontare.
Il provvedimento precisa inoltre che è necessario prendere separatamente in considerazione le parti “staccate” dei “beni significativi”, verificandone in particolare l’eventuale autonomia funzionale rispetto al bene principale; in caso affermativo, le parti “staccate” non rientrerebbero nel valore dei relativi “beni significativi” da assoggettare ad aliquota agevolata e dunque varrebbe per esse quella ordinaria.

  1. Rinvio anche degli ISA

Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, che dovevano sostituire gli Studi di settore, avranno efficacia dal 1° gennaio 2019; per il 2018 continueranno quindi ad applicarsi i vecchi Studi.

  1. Rivalutazione di quote sociali e terreni

Si riapre per la quindicesima (!) volta la facoltà di affrancare fiscalmente il valore delle quote di società e dei terreni, versando entro il 30/6/2018 – salva la scelta di rateizzare l’importo dovuto in tre anni – l’8% del loro valore risultante da una perizia da asseverare entro la stessa data.
Rammentiamo che la norma si applica alle partecipazioni di società esistenti al 1° gennaio 2018.

  1. Dividendi e plusvalenze realizzati dalle persone fisiche

Però non vi sarà più alcuna distinzione dal punto di vista fiscale tra partecipazioni qualificate e non qualificate quando siano possedute da persone fisiche non in esercizio di impresa.
La Legge di Bilancio 2018, infatti, prevede una tassazione sostitutiva del 26% nel caso di realizzo di plusvalenze da cessione di quote detenute da persone fisiche e di distribuzione di dividendi di società di capitali sempre a favore di persone fisiche, prescindendo pertanto dalla classificazione della partecipazione in qualificata e non qualificata.
La disposizione si applicherà ai dividendi maturati a partire dal 1 gennaio 2018 e alle plusvalenze realizzate dal 1 gennaio 2019, cosicché per gli utili spettanti a persone fisiche detentori di partecipazioni qualificate ma di competenza fino al 31 dicembre 2017 continuerà ad applicarsi la norma attualmente vigente, che – come sappiamo – assoggetta a Irpef il dividendo percepito in ragione del 58,14% del suo importo.

  1. L’imposta di registro in misura fissa per le cessioni di quote

L’Agenzia delle Entrate ha generato un corposo contenzioso tributario in questi ultimi anni richiedendo o tendendo a richiedere l’imposta di registro del 3% sul valore delle quote sociali cedute successivamente alla costituzione della società mediante conferimento di un’azienda.
E questo in base ad un’interpretazione (un po’ forzata e infatti contestata dalla dottrina) dell’art. 20 del T.U. dell’imposta di registro, secondo cui andrebbe valutato l’effetto economico emergente da operazioni concatenate – costituzione della società e successiva o contemporanea cessione di quote – con l’applicazione pertanto dell’imposta di registro prevista per le cessioni di aziende, pari appunto al 3% del suo valore.
Ma la Legge di Bilancio 2018 pone finalmente, e una volta per tutte, la parola fine a questi contenziosi, perché l’art. 20 viene modificato con la previsione espressa che la tassazione si applica in base alla natura intrinseca e agli effetti giuridici del singolo atto, prescindendo quindi dagli atti eventualmente ad esso collegati.
Le cessioni che abbiamo appena ricordato possono così essere operate in tutta sicurezza, ma questo soltanto dal 1 gennaio scorso perché la norma modificativa non sembra né interpretativa né comunque retroattiva.
I contenziosi attualmente in essere dovrebbero perciò essere tutti risolti solo con il sistema in vigore finora vigente.

  1. Super-ammortamento

Confermato anche per il 2018 il super-ammortamento per l’acquisto di beni strumentali nuovi da parte delle imprese, ma l’aliquota scende dal 140 al 130%.
Come abbiamo già osservato, sarà possibile operare gli acquisti entro il 31/12/2018, ma con consegna entro il 30 giugno 2019 e purché sia versato almeno il 20% di acconto entro al fine del 2018.
Ma, si badi, per gli investimenti effettuati fino al 30/06/2018 – quando l’ordine di acquisto del bene strumentale nuovo sia stato perfezionato entro il 31/12/2017 ed entro questa stessa data si sia provveduto al pagamento di almeno il 20% del costo di acquisto – si applicherà ancora il super-ammortamento nella misura del 140%.
Nel 2018, in ogni caso, saranno esclusi da questa agevolazione gli investimenti in veicoli e altri mezzi di trasporto (saranno ammessi soltanto gli autobus e i veicoli utilizzati per l’attività edilizia).
E’ bene precisare anche che, nel caso di acquisti in leasing, il momento di effettuazione dell’operazione – per individuare la misura percentuale di super‑ammortamento applicabile – è quello in cui il bene è stato consegnato.

  1. Super-ammortamento al 140% per alcuni beni immateriali

L’agevolazione è stata comunque estesa anche ai costi sostenuti per i sistemi di gestione delle catene di distribuzione (supply chain) finalizzate al drop shipping nell’e‑commerce, che è il modello ben noto grazie al quale il venditore cede un prodotto a un utente finale pur non possedendolo materialmente nel proprio magazzino.
La novità coinvolge anche l’acquisto di software per la gestione e il coordinamento della logistica, ma queste sono evidentemente agevolazioni di appannaggio di soggetti diversi dalle farmacie, come ad esempio i distributori intermedi.

  1. Iper-ammortamento

Anche l’iper-ammortamento – il beneficio di cui nei fatti possono godere le farmacie soprattutto nell’acquisto dei robot – è stato confermato con l’aliquota piena al 250% anche per il 2018: pure per tali acquisti vale peraltro quanto sopra detto con riguardo agli acquisti soggetti al super‑ammortamento.
La Legge di Bilancio, tuttavia, dà anche la possibilità di sostituire, senza perdere il beneficio, il bene oggetto dell’agevolazione durante il periodo di godimento dell’iper-ammortamento, a condizione che il nuovo acquisto abbia caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle del bene sostituito, come attestato dall’imprenditore ovvero, quando il bene abbia un costo superiore ad € 500.000, da una perizia tecnica asseverata da un professionista in possesso dei requisiti di legge.
Infine, nel caso in cui il costo del nuovo investimento sia inferiore a quello del bene sostituito, l’iper-ammortamento va calcolato sul minor costo sin dall’origine, riducendo perciò l’eventuale iper-ammortamento calcolato sull’importo maggiore.

  1. Compensazioni tra debiti e crediti d’imposta

I modelli F24 contenenti compensazioni tra crediti e debiti d’imposta – se presentati da contribuenti con profili di rischio – saranno assoggettati a controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate che infatti avrà tempo trenta giorni per poter eventualmente bloccare la compensazione.
La determinazione dell’ambito applicativo della norma è rimessa a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che indicherà anche i criteri e le modalità di attuazione di tale disposizione.
Allo stato può comunque affermarsi che – nell’ipotesi in cui l’Agenzia delle Entrate, eseguito il controllo, “sblocchi” il mod. F24 – il pagamento dei tributi ivi contenuti si intenderà effettuato alla data di trasmissione del modello stesso; in caso contrario, il versamento si considererà non operato, ferma ovviamente la facoltà di procedervi con il  “ravvedimento operoso”.
Resta ancora da capire come il contribuente possa difendersi concretamente dal diniego di compensazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, tenuto conto che l’eventuale ricorso alla Commissione Tributaria comporta tempi eccessivamente lunghi per poter trovare una soluzione adeguata alla tempistica – necessariamente breve – inerente alle compensazioni tra crediti e debiti d’imposta.

  1. Verifica dei debiti fiscali prima del pagamento da parte della P.A.

A decorrere dal 1° marzo 2018 viene ridotto da € 10.000 a € 5.000 – una riduzione consistente, come si vede – l’ammontare dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione per i quali dovrà essere preventivamente verificata la presenza di debiti fiscali, prima di procedere alla materiale erogazione.

  1. Web Tax

I compensi relativi a prestazioni di servizi, effettuate con mezzi elettronici nei confronti di operatori economici (diciamo, imprese) residenti in Italia sono soggetti a imposta del 3% del valore della singola transazione (al netto dell’iva).
Le condizioni applicative sono che:

– il prestatore del servizio effettui nel corso di un anno transazioni in numero superiore a 3.000; e che

– non si tratti appunto di transazioni operate con consumatori finali come nell’ordinario e‑commerce: questo è il caso, ad esempio, proprio della generalità delle farmacie operanti nel settore, che pertanto non sono in pratica interessate da questo nuovo meccanismo di prelievo tributario.

Per completezza, comunque, precisiamo che per gli operatori dell’e-commerce che erogano servizi appunto alle imprese (e non ai consumatori finali), il meccanismo si traduce nel riversamento all’Erario – da parte della stessa impresa destinataria del servizio online ed entro il 16 del mese successivo al pagamento del servizio (proprio come previsto per le ritenute d’acconto sui compensi professionali) – un importo pari al 3% del valore della transazione.

  1. Nuovo calendario per le dichiarazioni fiscali

Sono stati fissati i nuovi termini per la presentazione delle varie dichiarazioni fiscali, e precisamente:

  • Dichiarazione annuale iva: dal 1 febbraio al 30 aprile;
  • Modello 730 ordinario o precompilato: 23 luglio;
  • Unico Redditi e Irap: 31 ottobre;
  • 770: 31 ottobre.
  1. Detrazioni premi assicurativi su rischio eventi calamitosi

Per le polizze stipulate a decorrere dal 1° gennaio 2018, che assicurano il rischio di eventi calamitosi su unità immobiliari a uso abitativo, i relativi premi saranno detraibili dall’Irpef nella misura del 19%.

  1. Detrazioni Irpef per spese sostenute per soggetti con disturbi dell’apprendimento

La detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta [che ha, come sappiamo, un’area di operatività molto vasta e vi rientrano oneri molto variegati tra loro] viene estesa anche a quelle sostenute, fino al completamento della scuola di secondo grado, per l’acquisto di strumenti tecnici necessari all’apprendimento di soggetti cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA).
La detrazione deve essere documentata anche da un certificato medico che attesti il collegamento tra il tipo di disturbo e lo strumento tecnico acquistato.

  1. Detrazione dei canoni di locazione per gli studenti fuori sede

Quanto invece alla detrazione sempre del 19% [entro un limite massimo di euro 2.633,00] per i canoni di locazione inerenti a immobili affittati a studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso una Università situata in un comune diverso da quello di residenza, si applica anche nell’ipotesi in cui la distanza tra la residenza e l’Università sia superiore a 100 km e comunque in una provincia diversa.
Senonché per gli anni d’imposta 2017 e 2018 il requisito della distanza è ridotto a 50 km per gli studenti residenti in zone montane o disagiate, ed anche nel caso in cui l’Università si trovi all’interno della stessa provincia di residenza.

  1. Limite per i figli a carico

A decorrere dal 1 gennaio 2019, per essere considerato fiscalmente a carico del/dei proprio/i genitore/i, il figlio deve avere un’età non superiore a 24 anni e non possedere redditi superiori a Euro 4.000,00 in luogo degli attuali Euro 2.840,51.

  1. Credito d’imposta per riqualificazione energetica degli edifici

E’ stato prorogato al 31/12/2018 [e al 31/12/2021 per i condomìni] il credito d’imposta del 65% della spesa sostenuta per la riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari, con l’introduzione di una nuova detrazione – con un limite massimo di Euro 100.000 – per la sostituzione di impianti con micro-generatori che consentano un risparmio di energia di almeno il 20%.
Ma per l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, impianti di climatizzazione invernale con generatori a biomasse o dotate di caldaia a condensazione (con un’efficienza di classe A) e di schermature solari, la detrazione è stata ridotta al 50%.
Inoltre, la facoltà di cedere a terzi la detrazione viene estesa a tutti, e quindi non solo ai soggetti che non pagano imposte perché rientranti nella no tax area, e riguarda tutte le tipologie di spesa.
Anche gli interventi su parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 che siano finalizzati sia alla riduzione del rischio sismico che alla riqualificazione energetica sono fiscalmente premiati; per le relative spese, infatti, spetta la detrazione dell’80% quando si passa a una classe di rischio sismico inferiore, ovvero dell’85% quando il passaggio sia di due classi di rischio.
Come previsto per le altre disposizioni in materia, la detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo e si applica su un importo non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.
L’ENEA potrà effettuare controlli a campione, sulla base di un decreto ministeriale che dovrà essere successivamente emesso.

  1. Credito d’imposta per le ristrutturazioni

Anche la detrazione del 50% delle spese per gli interventi per le ristrutturazioni edilizie è stata prorogata al 31/12/2018, in luogo dell’ordinaria detrazione del 36%, ormai a regime.

  1. Bonus mobili

Prorogata fino al 31 dicembre 2018 anche la detrazione Irpef per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ ovvero A per i forni, e però soltanto per gli interventi di ristrutturazione iniziati nel 2017.

  1. Credito d’imposta per le spese di formazione

Per le attività di formazione necessarie all’acquisizione o al consolidamento delle conoscenze delle tecnologie previste dal piano c.d. “Industria 4.0” (tra cui la robotica avanzata e collaborativa, e l’interfaccia uomo-macchina, che possono quindi interessare anche le farmacie) è previsto un credito d’imposta pari al 40% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente, ma per un periodo limitato a quello in cui il personale stesso è occupato nell’attività di formazione.
Il limite massimo del credito d’imposta è di Euro 300.000 annui; è in ogni caso esclusa l’attività di formazione organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

  1. Credito d’imposta per la ristrutturazione di impianti sportivi pubblici

Le imprese potranno godere di un credito d’imposta, nel limite del 3‰ [3 per mille] dei ricavi annui, pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 Euro effettuate nel corso del 2018 e finalizzate a interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione con altri tributi e può essere goduto in tre quote annuali di pari importo.
Il credito non è peraltro considerato una sopravvenienza attiva, in deroga alle regole fiscali ordinarie.

  1. Bonus verde

Per il corrente anno 2018 è stato inoltre introdotto un credito d’imposta del 36% delle spese sostenute, fino a un tetto massimo di € 5.000, per la ristrutturazione delle aree verdi di singole unità immobiliari e di condomìni, ma in caso di condominio l’importo di € 5.000 va moltiplicato per il numero delle unità immobiliari ad uso abitativo presenti nell’edificio.
Sono comprese anche le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi in argomento.
Anche qui la detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo e i pagamenti devono essere effettuati con strumenti che consentano la tracciabilità delle operazioni.

  1. Sgravi contributivi

E’ prevista la riduzione dei contributi al 50%, con un tetto annuo di € 3.000, per l’assunzione (nel corso dell’anno 2018) a tempo indeterminato con contratto di lavoro a tutele crescenti degli under 35 che non hanno mai avuto rapporti di impiego stabili, mentre – per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1 gennaio 2019 – il beneficio è applicabile solo ai lavoratori under 30.
La stessa riduzione si applica – ma in questo caso per un periodo di dodici mesi – nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato o di un contratto di lavoro a termine, sempreché il lavoratore non abbia compiuto il trentacinquesimo anno di età nel 2018, ovvero il trentesimo anno nel 2019.
Il datore di lavoro per poter usufruire del beneficio non deve comunque aver proceduto, nei sei mesi precedenti all’assunzione, a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.
Se cessa il rapporto di lavoro nel corso del periodo agevolato, il lavoratore può essere assunto da un altro datore di lavoro anche oltre il predetto limite di età, che potrà fruire dell’esenzione per i mesi mancanti fino al compimento del triennio.
Lo sgravio è invece del 100% dei contributi (fino a un tetto massimo di € 8.060) per un periodo massimo di tre anni nei casi di assunzioni a tempo indeterminato – sempre per lavoratori che non abbiano compiuto i 35 anni di età o addirittura senza questo limite anagrafico se gli assunti risultino privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi –  effettuate [ma attenzione: soltanto nel corso del 2018] nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.
Infine, nell’ipotesi di assunzione di studenti che hanno svolto una parte del percorso di formazione nell’azienda che li assume, o che abbiano svolto un periodo di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, lo sgravio è del 100% ma con il limite di € 3.000 annui.

  1. Pagamento delle retribuzioni con strumenti “tracciabili”

Dal 1° luglio 2018 datori di lavoro e committenti potranno corrispondere le retribuzioni o i compensi soltanto con mezzi “tracciabili” quali bonifici, assegni, strumenti di pagamento elettronico; il pagamento in contanti sarà ammesso esclusivamente con mandato di pagamento presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro/committente abbia aperto un conto corrente.
Da quella data non sarà quindi più possibile corrispondere la retribuzione in contanti direttamente al lavoratore.
La novità si applica ai dipendenti e ai co.co.co., restandone esclusi (fortunatamente) i rapporti di lavoro domestico  e quelli di impiego pubblico.
Sanzioni da 1.000 a 5.000 euro ai datori di lavoro o committenti che non si atterranno alle nuove disposizioni.

  1. Bonus per i diciottenni

Anche i giovani che compiono 18 anni nel 2018 potranno usufruire di € 500 spendibili per la cultura (teatro, cinema, libri, musica, musei).

  1. Proroga della “Sabatini ter”

È stata prorogata fino al 31.12.2018 la legge c.d. Sabatini-ter fino a esaurimento delle risorse disponibili.
È il rimborso, come soprattutto gli interessati ricorderanno certamente, di quota parte degli interessi passivi pagati a seguito di finanziamenti ottenuti per l’acquisto di beni strumentali nuovi.

  1. Cedolare secca

L’aliquota sostitutiva Irpef ridotta al 10% per i contratti di locazione ad uso abitativo nei grandi centri urbani con canone concordato, e che sarebbe scaduta il 31/12/2017, è stata prorogata fino al 31/12/2019.

  1. Tassazione dei proventi derivanti da peer to peer lending

Si tratta di una delle forme di finanziamento di crowdfunding, basata sulla raccolta di capitali attraverso Internet.
In particolare il peer to peer è un modello che permette il prestito di denaro tra privati erogato per il tramite di piattaforme on line gestite da società iscritte all’albo degli intermediari finanziari o da istituti di pagamento autorizzati dalla Banca d’Italia.
Questi soggetti gestori diventano qui sostituti d’imposta perché sono obbligati a operare, e versare all’Erario, una ritenuta secca del 26% sui proventi corrisposti alle persone fisiche quale remunerazione del prestito di denaro dalle stesse erogato.

  1. Tari

Anche per l’anno 2018 la Tari si calcolerà su un criterio definito “medio ordinario”, e non perciò su quello a suo tempo annunciato dell’effettiva quantità di rifiuti prodotti e basato quindi sul principio “chi inquina paga” (sancito dalle direttive europee).

  1. Cessioni gratuite di farmaci a fini di solidarietà sociale

Sono, come molti sanno, quelle donazioni effettuate – con modalità individuate da un decreto del Ministro della Salute – di: i) medicinali; ii) articoli di medicazione [di cui le farmacie devono essere dotate obbligatoriamente] non più commercializzati e sempreché perfettamente conservati in confezioni integre e ancora nel periodo di validità; iii) prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona e della casa; iv) integratori alimentari; v) biocidi; vii) presidi medico-chirurgici; ix) altri prodotti individuati con decreto del Mef.
Tali donazioni inoltre non si considerano fiscalmente “ricavi”, purché:

  • per ogni cessione sia emesso un DDT;
  • il donatore trasmetta in via telematica – entro il giorno 5 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le cessioni – alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate una comunicazione riepilogativa delle cessioni operate in ciascun mese con l’indicazione dei dati contenuti nei DDT e del valore dei beni ceduti (si è tuttavia esonerati dalla comunicazione nell’ipotesi in cui le donazioni anche cumulativamente considerate siano di valore non superiore ad Euro 15.000);
  • l’ente donatario, infine, rilasci al donatore entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre un’apposita dichiarazione trimestrale recanti gli estremi dei DDT relativi alle donazioni ricevute, nonché l’impegno a utilizzare i beni in conformità alle proprie finalità istituzionali.

È difficile, come vediamo, realizzare con tranquillità anche un’opera di bene…

  1. Non imponibilità dei rimborsi del datore di lavoro a favore dei dipendenti dell’abbonamento metro-bus

Non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro alla generalità o a categorie di dipendenti – in esecuzione di disposizione contrattuale o di un accordo aziendale oppure per mera volontà dell’azienda – per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale o interregionale del dipendente stesso e/o dei familiari che risultino fiscalmente a suo carico.
L’esenzione riguarda le imposte e i contributi per gli abbonamenti che coprono il tratto abitazione–sede di lavoro.

  1. Contenzioso tributario presso la Corte di Cassazione

Allo scopo dichiarato di smaltire rapidamente l’arretrato del contenzioso tributario pendente presso la Corte di Cassazione (ormai l’attesa di una sentenza sfiora i cinque anni dalla data di presentazione del ricorso) verranno reclutati per tre anni 50 giudici ausiliari, prelevati tra i magistrati ordinari in pensione da non più di cinque anni e che al momento di presentazione della domanda non abbiano compiuto i 73 anni di età.
L’emolumento previsto a loro favore è rappresentato da un’indennità forfettaria di € 1.000 mensili (francamente, sembra un po’ poco…) per 11 (neppure 12…) mensilità.

  1. Canone RAI

Per l’anno 2018 il canone è fissato in € 90,00, salve le promesse di abolirlo provenienti da qualche partito in questa campagna elettorale ormai decollata.

41. Enpaf

Le società di persone, le società di capitali e le società cooperative – la cui maggioranza del capitale sociale appartenga a soci non farmacisti – dovranno versare all’Enpaf a decorrere dal 1 gennaio 2018 un contributo pari allo 0,5% sul fatturato al netto iva.

Approfondiremo in futuro tali novità, seguendone evidentemente in particolare gli sviluppi nella fase della loro pratica applicazione.

 (Studio Associato)