Vorrei avere delucidazioni sulla possibilità di stampare le ricette dem in farmacia. Mi riferisco ad un progetto della regione Toscana, attivo da luglio 2017.
In pratica una volta attivata la tessera sanitaria con rilascio di un pin è possibile accedere a tutti i dati sanitari di quel cittadino (esenzioni, fascia del reddito, esami di laboratorio e ricette elettroniche). Esiste anche un’applicazione per smartphone (Smart SST).
La domanda è la seguente: è possibile mettere a disposizione del cittadino un computer (con connessa stampante) per far stampare le ricette dem direttamente in farmacia?

Pensiamo che Lei si riferisca alla possibilità per il cittadino dotato di TS-CNS (Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi) di acquisire telematicamente il “promemoria cartaceo della ricetta elettronica” in luogo della consegna diretta da parte del medico all’atto della prescrizione (art. 1, comma 4, D.M. Finanze del 02/11/2011 attuativo del progetto di “dematerializzazione della ricetta medica cartacea, di cui all’art. 11, comma 16 del decreto-legge n. 78 del 2010”).
In altri termini, il cittadino – una volta attivata la tessera (che può assumere la forma di smart card o di chiavetta USB) con l’attribuzione di un PIN e di un PUK e con l’aiuto di apposito lettore (nel caso ovviamente della smart card) e del relativo software di gestione – potrà accedere ai vari servizi telematici offerti dalla tessera, tra i quali  evidentemente quello di poter “scaricare” direttamente dal sistema il promemoria cartaceo da presentare presso la farmacia nella quale egli desidera ottenere la dispensazione del farmaco.
E infatti il richiamato decreto prevede (art. 1, comma 4, infine) che “su richiesta dell’assistito [al medico prescrittore – n.d.r.] tale promemoria può essere trasmesso tramite i canali alternativi di cui all’allegato 1 [dello stesso decreto- n.d.r.], il quale a sua volta al punto 4.1. dispone espressamente che “potranno essere resi disponibili ulteriori canali per accedere ai servizi di cui al presente disciplinare erogati dal SAC sistema di accoglienza Centrale, in modo particolare per la fruizione del promemoria da parte degli assistiti [sottolineatura nostra – n.d.r].
Chiarito questo, ci pare che non vi siano ragioni particolari perché le farmacie non possano mettere a disposizione l’attrezzatura necessaria per eseguire questa operazione purché, s’intende, si tratti proprio di una semplice “messa a disposizione” della strumentazione indispensabile e che l’operazione venga compiuta direttamente dal cittadino-paziente che consegnerà poi il promemoria al farmacista.
Come è intuibile, infatti, pratiche del genere rischiano seriamente – specie agli occhi di concorrenti non troppo “comprensivi” – di rivelarsi lesive del principio di libertà di scelta della farmacia sancito dall’art. 15 della L. 475/68 ed evocato anche nell’art. 11 del Codice deontologico, secondo il quale, per l’appunto (a)l farmacista è vietato porre in essere iniziative o comportamenti che limitino o impediscano il diritto di libera scelta della farmacia da parte dei cittadini sancito dall’art. 15 della legge 475/1968.”
Una volta di più, insomma, il confine tra il lecito e il non lecito sembra molto sfumato.

(roberto santori)

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