Un mio cliente disabile, impossibilitato ad andare a ritirare i suoi referti in ospedale e non avendo connessione internet (è anche in causa con Telecom), mi chiede di fare da tramite con gli ospedali dove fa le sue analisi per poter avere i suoi referti. Il cliente è un po’ particolare.
Da poco ha incontrato una commissione di 7 medici a cui egli ha chiarito con vigore che, dato che la mia rappresenta per lui la farmacia di fiducia, vuole che io faccia da tramite, precisandomi che è disposto a firmare e rilasciarmi anche un foglio in bianco pur di autorizzarmi a svolgere questa incombenza.
Non vorrei però incorrere in questioni di privacy o altro.

Normalmente nella documentazione di accettazione delle analisi cliniche viene anche allegato un modulo – contenente proprio, tra l’altro, i dovuti richiami in materia di privacy – per delegare un altro soggetto al ritiro dei referti.
La delega non dovrebbe prevedere limitazioni e quindi può essere data/conferita anche al “proprio farmacista” anche se evidentemente non nella sua veste professionale ma, al pari di qualsiasi altro “privato”, in qualità di amico e/o conoscente.
Se la delega non è presente nella documentazione di accettazione delle analisi cliniche, sarà opportuno acquisire presso l’amministrazione ospedaliera le necessarie informazioni circa l’ammissibilità – anche se non vedremmo francamente serie preclusioni – del ritiro dei referti da parte di persona diversa dal paziente su delega in ogni caso di quest’ultimo.
Dovrebbe tuttavia essere stato predisposto, e perciò essere disponibile per l’“utenza” ospedaliera, un modello “ad hoc” anche se in qualche circostanza la delega può/deve inevitabilmente essere approntata dagli interessati (e in sostanza presentata in forma libera), ma comunque completa di tutte le indicazioni di carattere generale richieste anche ai fini della privacy.

(paolo liguori)