Gli interessi derivanti da un contratto di mutuo stipulato per la costruzione dell’abitazione principale, e inizialmente intestato a entrambi i coniugi, sono interamente detraibili – in caso di decesso di uno di loro – dal superstite quando questi provveda a regolarizzare l’accollo della quota di mutuo del coniuge scomparso.
Lo chiarisce una recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (n. 129/E del 18/10/2017) che ha praticamente esteso all’ipotesi della costruzione dell’abitazione principale la stessa conclusione raggiunta in passato (Cir. 122/99) per il caso di mutuo contratto per l’acquisto.
La detrazione in questione è prevista dall’art. 15, comma 1-ter, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.) nella misura del 19% e per un ammontare complessivo non superiore a euro 2.582,28.
Come stabilisce il decreto Min. Finanze 311/1999, nella costruzione dell’unità immobiliare sono ricompresi anche gli interventi di cui all’art. 31, primo comma, lettera d) della L. 457/78 (ora trasfuso nell’art. 3 del D.P.R. 380/2001), ovvero quelli di ristrutturazione edilizia.
In altri termini, l’agevolazione spetta sia nel caso in cui il mutuo venga concesso per costruire l’unita immobiliare da adibire ad abitazione principale sia laddove la provvista ottenuta sia necessaria per finanziare un intervento di ristrutturazione.
La detrazione, analogamente a quella riconosciuta per l’ipotesi dell’acquisto, viene concessa a condizione che:
– l’unità immobiliare in costruzione/ristrutturazione sia quella nella quale il contribuente o i suoi familiari intendono dimorare abitualmente;
– l’immobile venga adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione/ristrutturazione;
– il contratto di mutuo sia stipulato dal soggetto che avrà il possesso dell’unità immobiliare a titolo di proprietà o di altro diritto reale;
– i lavori di costruzione/ristrutturazione siano ultimati entro il termine previsto dal titolo abilitativo, salva la possibilità di proroga;
– il mutuo venga stipulato nei sei mesi antecedenti all’inizio dei lavori ovvero nei diciotto mesi successivi.

 (valerio salimbeni)

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