Sono un dirigente Asl: la Regione ci ha inviato un decreto di decadenza dalla gestione ereditaria di una farmacia rurale perché non è stata ceduta nei termini di legge.
Per noi è un caso nuovo e per non incorrere in sanzioni e/o denunce vorremmo chiedervi se fin dalla notifica del decreto regionale è obbligatoria la chiusura di tutte le credenziali di accesso SOGEI/DPC e inoltre se possiamo chiedere alla Regione che nelle more del concorso la farmacia sia assegnata in via provvisoria.

Il provvedimento che – per l’inutile decorrenza dei termini previsti nell’art. 7 della l. 362/91 – dichiara la decadenza degli eredi del titolare deceduto dalla gestione provvisoria e dal diritto di trasferire l’esercizio a terzi [ma che al tempo stesso dichiara, o se non altro postula, anche la decadenza “post mortem” del de cuius dalla titolarità della farmacia ex art. 113 lett. h) del TU.San.] ha efficacia immediata.
Quindi, non potendo gli eredi più esercitare l’attività e la farmacia vendere farmaci e parafarmaci, le credenziali di accesso dovranno essere chiuse/bloccate fin dalla data di comunicazione o rilascio o consegna all’Asl del provvedimento.
È fatto però salvo, s’intende, il caso che intervenga un’ordinanza del giudice amministrativo di sospensione del provvedimento di decadenza, quel che ad esempio ha disposto di recente il Consiglio di Stato riformando l’ordinanza di rigetto del Tar Calabria: si trattava di una fattispecie di decadenza degli eredi per aver ceduto l’esercizio nei termini ma ricorrendo al trust, negozio che i giudici calabresi avevano infatti ritenuto non configurabile nel sistema come ipotesi legittima di trasferimento di una farmacia.
Quanto alla richiesta di assegnazione della sede in gestione provvisoria potrete/dovrete comunque formularla anch’essa alla Regione – che è la P.A. deputata a rilasciare il relativo provvedimento di autorizzazione ai sensi dell’art. 129 TU. e dell’art. 2 della L.R. applicabile nel vs. caso – tenendo presente che il provvedimento può tuttora (almeno questo…) essere assentito soltanto a favore di un farmacista persona fisica, e non necessariamente “idoneo”.
In ogni caso, per l’individuazione dell’assegnatario – che si tratti di farmacia urbana o rurale, non fa differenza – il comma 2 dell’art. unico della l. 16/3/1990 n. 48 dispone che l’amministrazione competente interpelli prioritariamente “coloro che sono risultati idonei all’ultimo concorso per l’assegnazione di farmacie vacanti o di nuova istituzione, secondo l’ordine della graduatoria”.
Si tenga anche conto, inoltre, del secondo comma dell’art. 61 del Regolamento farmaceutico del 1938 secondo cui – in caso di decadenza per “volontaria rinuncia dell’autorizzato” o per “morte dell’autorizzato”, ipotesi previste rispettivamente sub c) e, come detto, sub h) dell’art. 113 – fino al conferimento della sede per concorso la gestione provvisoria della farmacia dovrebbe [vedremo subito il perché del condizionale] essere affidata rispettivamente al titolare rinunciatario e, come in questa specifica vicenda, agli eredi del titolare deceduto, sempreché naturalmente costoro siano d’accordo e/o ne inoltrino richiesta.
In tale ultima evenienza, come d’altra parte è intuitivo, la gestione provvisoria degli eredi – privati del diritto di cessione della farmacia – sarebbe ben diversa da quella contemplata nell’art. 7 della l. 362/91 e da cui gli eredi stessi sono qui decaduti.
Senonché, la diversità di rango – nella gerarchia delle nostre fonti normative – delle due citate disposizioni, l’una legislativa e l’altra regolamentare, implica evidentemente il ricorso in prima battuta al criterio di cui alla l. 48/1990 con la possibilità quindi di autorizzare gli eredi del titolare deceduto soltanto nel caso di esito infruttuoso del precetto legislativo.
Come vediamo, pertanto, gli eredi potranno anche essere reimmessi nella gestione provvisoria dell’esercizio, ma questo non comporterebbe – anche per l’insorgere di impedimenti di diritto amministrativo – una prosecuzione dell’utilizzo delle attuali credenziali di accesso: la soluzione di continuità quantomeno sul piano strettamente giuridico dovrebbe cioè imporre il rilascio di nuove credenziali, misura che è sicuramente l’unica possibile nell’ipotesi di autorizzazione rilasciata a soggetti diversi.
Piuttosto, concludendo, ci sembra che sia stata del tutto trascurata nel quesito l’eventualità che la sede – diventata vacante a ogni effetto – venga assegnata direttamente in via definitiva “mediante l’utilizzazione” della graduatoria regionale a efficacia quadriennale evocata nell’art. 48, comma 29, della l. 24/11/2003 n. 326, ed è allora necessario mettere in conto che in questo caso il quadriennio possa essere già decorso o che nella vostra regione, come in altre regioni, questa graduatoria [che talora, come quella della Campania dello scorso anno, viene approvata anche per l’assegnazione di sedi farmaceutiche regolarmente messe a concorso] non sia stata in realtà mai formata.
E’ per la verità un’altra vicenda che almeno per noi la dice lunga sull’inefficienza della nostra burocrazia (e ovviamente quella regionale non può fare eccezione…), che una volta di più sembra vanificare anche le migliori intenzioni del legislatore, come verosimilmente sono/erano quelle della l. 48/90.

(gustavo bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!