Stiamo per aprire una farmacia nel Lazio, ma abbiamo tuttora un dubbio: la croce verde deve restare accesa solo durante gli orari di apertura dell’esercizio o in pratica illimitatamente?

Possiamo con buona tranquillità riproporre quel che abbiamo scritto più o meno sullo stesso quesito quasi un anno fa (v. Sediva News del 22/12/2016), anche se per la verità la nostra è stata una risposta che non ha incontrato un consenso propriamente unanime (ma sono gli incerti del mestiere…).

Dunque, la disposizione di riferimento è in questo caso l’art. 9, comma 2, L.R. Lazio 26 del 30/7/2002, secondo cui “all’esterno dei locali di ciascuna farmacia deve essere affissa una croce luminosa”.

Ora, già un’interpretazione meramente letterale della norma farebbe propendere per l’obbligo di accensione 24 ore su 24 dell’insegna a croce, dato che la prescrizione legislativa non ha per oggetto la semplice affissione di un’insegna a forma di croce ma di una croce luminosa (e non soltanto illuminabile o illuminata), insomma qualcosa che brilli di luce propria.

D’altra parte, tale conclusione pare trovare implicita conferma nell’art. 5 del D.lgs. 153/2009 (il provvedimento in materia di “farmacia dei servizi”…), rubricato “Utilizzo di denominazioni e simboli”, che dispone testualmente come segue: “Al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione delle farmacie operanti nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, l’uso della denominazione: «farmacia» e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere”.

Quest’ultima disposizione sembrerebbe quindi rimarcare che quello della farmacia è un servizio pubblico che nel suo concreto svolgimento resta tale anche quando l’esercizio è chiuso, e di cui – a giudizio del legislatore – va dunque segnalata la presenza sia pur soltanto ai fini della rilevazione da parte del cittadino dei turni di apertura [obbligatoria o facoltativa] di tutte le farmacie della zona, pertanto anche delle farmacie diverse da quella che, chiusa al pubblico, appone il cartello.

Quest’ultima, proprio con la sua croce luminosa, permette insomma all’utenza di conoscere gli esercizi in quel momento in servizio: semmai, varrebbe forse la pena disquisire un momento sull’opportunità – ove si condivida questa tesi – di rendere lampeggiante la croce solo quando l’esercizio è aperto e perciò non lampeggiante quando è chiuso, ma si tratta evidentemente di aspetti tutto sommato secondari di questa vicenda…

Del resto, quel che stiamo osservando è forse tanto più vero ove si tenga conto che ora – lo avrete già rilevato (anche se i titolari di farmacia, come talora siamo costretti a constatare nei convegni e negli incontri con voi, sembrano appropriarsi faticosamente perfino dei capisaldi della l. 124/2017 …) – è diventato obbligatorio, ai sensi del comma 165 proprio della legge sulla Concorrenza, segnalare mediante “cartelli affissi all’esterno dell’esercizio” anche l’apertura della farmacia, e quindi di tutte le farmacie della zona, “in orari e in periodi aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori”.

In sostanza, la necessità per i cittadini di identificare con puntualità ed esaustività il servizio farmaceutico in esercizio sul territorio non può probabilmente conoscere soluzioni di continuità, esattamente come la luce della croce verde: di qui ragionevolmente, almeno pensiamo, il corrispondente obbligo della farmacia di tenerla in funzione h24.

 (stefano lucidi)

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