Il disegno governativo della Legge di bilancio 2018 (v. Sediva News del 19/10/2017: Approvato dal Governo il disegno di legge di bilancio 2018) prevede – come già anticipato – il rinvio di un anno dell’applicazione della nuova imposta sul reddito d’impresa, l’IRI, la cui entrata in vigore è stata infatti spostata dal 1 gennaio 2017 (così la Legge di bilancio 2017) al 1 gennaio 2018.
Ricordiamo che a disporre l’introduzione nel nostro ordinamento dell’IRI è stata una precisa norma di legge a regime, contenuta proprio nella Legge di bilancio 2017: si tratta dell’art. 55 bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, con cui dunque dovremo imparare a familiarizzare.
Lo spostamento di un anno incide naturalmente sulle scelte operate dagli imprenditori – e quindi anche da alcuni titolari di farmacia in forma individuale o societaria – nel corso dell’anno 2017, che perciò devono ora attendere il 2018 per poter beneficiare della tassazione fissa del 24%.
Ma questo vuol dire anche che, nell’ipotesi in cui non sia stato liquidato il primo acconto Irpef di giugno 2017 (in previsione appunto del versamento della sola IRI), diventa inevitabile versarlo ora con il “ravvedimento operoso” anche se con una maggiorazione minima, fermo comunque l’obbligo di liquidare interamente l’acconto dovuto a novembre 2017.
Invero, lo statuto dei diritti del contribuente prevede l’irretroattività delle norme tributarie, a meno che la legge successiva non contempli espressamente una deroga, e pensiamo quindi che a quest’ultima farà in sostanza riferimento anche il testo finale di questa legge di bilancio.
Comunque poco male, dato che le stesse strategie fiscali “anticipate” per l’anno 2017 potranno essere adottate per il 2018, con lo spostamento dunque al prossimo anno dei benefici di cui abbiamo parlato diffusamente nella Sediva News del 5/10/2017 (“La nuova IRI”).

(Studio Associato)

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