Ho letto una vostra recentissima sull’IRI.
Come funziona in pratica? Qual è l’effettivo risparmio con questa nuova imposta?

Come abbiamo osservato nella Sediva News del 5 ottobre u.s. cui Lei certamente si riferisce, l’IRI [“imposta sul reddito d’impresa”] è una forma di equiparazione della tassazione tra ditte individuali, società di persone e società di capitali, tenuto conto che queste ultime pagano appunto l’IRES [“imposta sul reddito delle società”] nella misura del 24%, cioè la stessa percentuale prevista per l’IRI.
Per rispondere però al quesito circa al risparmio concretamente conseguibile optando per l’IRI, assumiamo un utile di esercizio pari a € 100.000, proponendo esemplificativamente tre diverse ipotesi, invitandovi tuttavia a tenere presenti i “fondamentali” dell’IRI sintetizzati nella citata Sediva News.

 

Esempio 1

Utile interamente prelevato                      € 100.000

IRPEF progressiva                                                     € 36.170

Addizionali regionale e comunale                           €   2.000

Totale imposte                                                            €  38.170

 

Esempio 2

Utile in parte prelevato (€ 5.000/mese)  € 60.000

IRPEF progressiva                                               € 19.270

Addizionali regionale e comunale                     €   1.200

Utile non prelevato                                     € 40.000

IRI 24% su € 40.000                                             €   9.600

Totale imposte                                                        € 30.070

Risparmio imposte                                                 €   8.100

 

Esempio 3

Patrimonio netto positivo*                      € 200.000

Utile prelevato                                          €       zero

IRPEF progressiva                                                     €     zero

Addizionali regionale e comunale                           €     zero

Utile non prelevato                                  € 100.000

IRI 24% su € 100.000                                            € 24.000

Totale imposte                                                         € 24.000

Risparmio imposte                                                 € 14.170

 

* Il “patrimonio netto positivo” si genera nel bilancio delle imprese anche mediante l’accantonamento di utili realizzati negli anni e prelevati in misura inferiore (cosa per la verità sinora rilevata non frequentemente tra le farmacie), e con gli apporti di capitale operati dal titolare o dai soci.

E’ evidente quindi che più l’azienda è patrimonializzata [e perciò più l’azienda ha accantonato in bilancio utili non prelevati di esercizi precedenti, sui quali – attenzione – sono state comunque pagate le imposte], ovvero più l’azienda ha beneficiato di apporti di capitale del titolare e/o dei soci, e più riuscirà a massimizzare il beneficio dell’IRI.
Tutto l’utile del 2017 o degli anni successivi, infatti, potrà essere lasciato nella farmacia, scontando così solo l’imposta al 24%, e potendo prelevare per le esigenze personali e familiari proprio gli utili degli esercizi precedenti (già assoggettati, lo ripetiamo, a tassazione ordinaria).
Nel quadro di questa finalità, pertanto, sarà nostra cura stratificare nel bilancio della farmacia il plafond prelevabile maturato al 31.12.2016, distinguendolo da quelli di pertinenza degli anni successivi.
È bene precisare che il reddito assoggettabile all’IRI è rappresentato dall’utile di esercizio rettificato dalle variazioni in aumento e in diminuzione derivanti dall’applicazione delle norme fiscali e quantificate nel quadro RF del Modello della dichiarazione dei redditi.

 (roberto santori)

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