Vorrei sapere quale sia la modalità per ospitare in farmacia ditte che promuovono apparecchi acustici ed audioprotesi con la presenza di una promoter incaricata ed assunta dalla ditta stessa. Nello specifico: vi sono ditte che vendono le protesi alla farmacia aiutando la farmacia ad identificare l’acquirente con l’ausilio di una promoter ed di un audioprotesista facenti parte della ditta fornitrice stessa (in questo caso la farmacia acquista dalla ditta e rivende al cliente). Vi sono altre ditte che invece promuovono in farmacia attraverso campagne di prevenzione e vendono direttamente al cliente (e non alla farmacia) le protesi salvo promettere alla farmacia un quantum a titolo di intermediazione commerciale.

Stiamo parlando, sembra certo, di dispositivi medici ai sensi della normativa in vigore (D.lgs. 507/92 – 46/97 – 332/2000), per i quali d’altra parte è ammessa la detraibilità della relativa spesa ai fini dell’Irpef, come riconosciuto dalla stessa Agenzia delle Entrate (Cir. n. 20/E del 13/05/2011 – Par. 5.16 e Allegato), e pertanto la loro commerciabilità in farmacia è fuori discussione.
Detto questo, è però doveroso aggiungere subito che entrambe le modalità prospettate nel quesito sono legittime.
In particolare, se la vendita è curata direttamente dalla ditta specializzata nel trattare questo tipo di prodotti con il cliente finale, la farmacia si limiterà a porre a disposizione di quella ditta stessa per un certo periodo di tempo – nei propri locali – uno spazio dedicato, verso un corrispettivo che può verosimilmente essere costituito anche da una provvigione stabilita in una percentuale del prezzo del prodotto.
In questo modo il vantaggio della farmacia – oltre al diretto ricavato, naturalmente – sarà quello di ampliare la gamma dei servizi e dei prodotti offerti, con un indubbio beneficio per la propria immagine commerciale; se, poi, la vendita dei prodotti è trattata direttamente dalla farmacia, magari corredata da un’assistenza specifica al suo cliente, la ditta provvederà a fornire alla farmacia sia quei prodotti (alla stregua di qualsiasi altro fornitore), ma anche il necessario supporto per l’utilizzo e l’adattabilità dell’apparecchio.
Teniamo, però, sempre presente che anche nel caso in cui la cessione del prodotto al cliente finale venga effettuata direttamente dalla ditta specializzata, la farmacia avrà sempre la responsabilità – se non forse anche sul piano civilistico, quanto meno su quello professionale – degli eventuali danni/inadempimenti.

(roberto santori)

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