Con i due decreti monocratici n. 4137 e n. 4137 del 27/09/2017 il Presidente della III Sez. del Consiglio di Stato, su istanza della Regione appellante, ha sospeso provvisoriamente gli effetti delle sentenze del Tar Basilicata del 29/08/2017 n. 592  e n. 593 (la stessa sorte toccherà evidentemente anche a quella n. 594) le quali, accogliendo l’impugnativa di alcuni concorrenti collocati nelle retrovie della graduatoria del concorso straordinario, hanno annullato questo provvedimento nella parte in cui non ha fatto “applicazione della maggiorazione di punteggio di cui all’art. 9 della legge n. 221 del 1968”.

Premesso che con un decreto monocratico il Presidente del Collegio giudicante sospende per ragioni di gravità e urgenza gli effetti di un provvedimento amministrativo o di una decisione di primo grado fissando per la discussione e la decisione sulla domanda cautelare una data ravvicinata (in questo caso quella del 26 ottobre), ricordiamo che le tre pronunce, come riferito nella Sediva News del 12/09/2017 (“La giurisprudenza amministrativa dell’… estate”), si sono accodate – al pari di qualche altra decisione di primo grado: Tar Trento n. 249/2017, Tar Campania n. 2278/2017, ecc. – al ben noto precedente CdS n. 5667/2015 che ha affermato per la prima (e finora unica) volta l’inopinata tesi che sappiamo, così comprensibilmente ingolosendo qualche concorrente rurale ma con i risultati pratici che stiamo vedendo.

Può darsi che alla fine di tutto avranno avuto ragione quei ricorrenti, ma personalmente ne dubitiamo, e del resto sin dall’inizio – beninteso, se è necessario chiarirlo, senza il benché minimo sentimento negativo (che sarebbe semplicemente paradossale) verso i “rurali” ma con il solo desiderio di dire come sempre le cose come le vediamo – abbiamo criticato con ampiezza di argomenti l’interpretazione che dell’art. 9 della l. 221/68 ha dato in quell’occasione il Consiglio di Stato (e a seguire alcuni Tar), e non è quindi necessario riparlarne ulteriormente.

D’altra parte parrebbe, come abbiamo già osservato, che il CdS sia saldamente orientato – e in fondo lo conferma anche questo provvedimento “monocratico” – a uscire dal pasticcio da esso stesso creato e perciò a definire questa vicenda una volta per tutte prendendo le distanze (qualche modo lo individuerà) dal suo disastroso precedente.

Questo potrebbe avvenire in particolare quando il Supremo Consesso definirà l’appello – sempreché sia stato presentato, perché diversamente dovremmo attendere un’altra occasione – contro la citata decisione del Tar Campania che per di più è l’unica di merito riguardante un concorso ordinario per sedi farmaceutiche che è proprio quello su cui aveva deciso il CdS con la sentenza n. 5667 del 14/12/2015.

Per la conclusione della storia non dovremmo insomma attendere ancora per molto.

Tornando alla Basilicata, questa sospensione in sede “monocratica” degli effetti delle sentenze del Tar sblocca per il momento la graduatoria e riavvia formalmente il concorso lucano anche se è verosimile che nel concreto la Regione preferisca attendere la fine di ottobre.

 (gustavo bacigalupo)

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