Anche per soddisfare una precisa richiesta, agevolando al tempo stesso anche a noi una rapida consultazione dei nuovi “sacri testi”, ne è stato composto un quadro di sintesi – qui allegato – sui quali stiamo via via soffermandoci.

Come potrete però rilevare, tecniche di redazione legislativa avrebbero probabilmente suggerito di inserire anche le disposizioni di cui ai commi 158 e 159 all’interno del comma 157, collocandole ragionevolmente nel (nuovo) secondo periodo del comma 2 dell’art. 7 della l. 362/91.

Quel che il comma 157 ha innestato proprio nel comma 2 dell’art. 7 avrebbe invece meritato di essere “trasferito” nel comma 160, quindi nel comma 1 dell’art. 8.

Quanto al comma 165, la sua naturale collocazione avrebbe forse potuto essere quella del comma 8 dell’art. 11 del decreto Crescitalia.

La scarsa coordinazione può comunque essere dipesa almeno in parte dalle manipolazioni successive che in questo provvedimento hanno del resto più volte subito anche le norme sulle farmacie.

Quelle dei commi 158, 159 e 165 sono insomma disposizioni destinate a vivere sul piano formale avulse dai rispettivi stretti ambiti normativi cui in realtà esse partecipano, anche se non sono certo questi i problemi che possono togliere il sonno.

Invece, ad esempio, uno può derivarne – ma non è sicuramente il problema principe – dal tentativo di rispondere alla domanda che pone il titolo di queste brevi note: la titolarità in forma individuale della farmacia pertiene tuttora in via esclusiva al “farmacista idoneo”?

Il comma 1 dell’art. 7, per questo profilo, non è stato per nulla innovato: il vecchio testo quanto il nuovo annoverano tra i titolari “dell’esercizio della farmacia” – prima di tutti gli altri – “le persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti”, inducendoci a credere che, proprio guardando alle norme “vigenti” al 29/8/2017 (data di entrata in vigore del provvedimento sulla concorrenza), non vi sia spazio almeno in una prima analisi per ammettere alla titolarità individuale una “persona fisica” diversa da un “farmacista idoneo”.

Ma sappiamo ormai tutti che la soppressione – e la sua sostituzione con tutt’altro, come accennato poco fa – del fondamentale secondo periodo del comma 2 dell’art. 7 (“Sono soci della società farmacisti iscritti all’albo in possesso del requisito dell’idoneità previsto dall’articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475 e successive modificazioni”), e la conseguente libera affidabilità anche a un “farmacista idoneo” non socio della direzione responsabile dell’esercizio sociale, hanno indubitabilmente comportato l’estensione a chiunque del diritto di partecipare, e senza limiti nella sottoscrizione del capitale, a una qualsiasi delle forme di società indicate nel comma 1 dell’art. 17 (nessuna esclusa) anche laddove assumano la titolarità, o (quando ammesso) semplicemente la gestione, di una o più farmacie.

Il che ha però demolito con un solo tratto di penna e dopo oltre cento anni ‑ seppure formalmente, s’intende, per le sole società di persone cui del resto la disposizione soppressa si rivolgeva – il caposaldo dei capisaldi del sistema, quello della inscindibilità tra farmacia-impresa (individuale o collettiva), farmacia-servizio pubblico e farmacia-professione o più semplicemente, se si preferisce, tra titolarità dell’esercizio e sua conduzione professionale.

Ma se in principio questa inscindibilità non può più evidentemente esser tale per le farmacie il cui diritto d’esercizio spetti a società di capitali o di persone, quanto potrà resistere un doppio binario l’altro dei quali sia percorribile individualmente dai soli “farmacisti idonei”, tanto più tenendo conto che ormai da qualche anno ha fatto ingresso nel nostro ordinamento civilistico la srl unipersonale, cioè a socio unico, che potrà legittimamente comportarsi nel settore esattamente come una multinazionale?

Forse il divieto di cumulo sancito a carico del titolare individuale di farmacia nell’art. 112 TU. e l’incompatibilità con lo status di socio potranno durare un po’ più a lungo, ma la sensazione è che nel tempo tale figura sia destinata a un ambito di operatività abbastanza circoscritto, al pari d’altronde della gestione provvisoria degli eredi di un titolare o di un socio, come diremo in altra occasione.

È uno scenario sicuramente non facile da delineare appieno e comunque duro da digerire, specie se pensiamo a quel che è stato il nostro sistema fino ai primi anni ’90.

Avremo peraltro modo di riparlarne.

 (gustavo bacigalupo)

Legge 4 agosto 2017 n. 124 (Art. 1 – commi 157-165) ALLEGATO

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!