Dal 9 settembre scorso i buoni pasto possono essere utilizzati dal lavoratore cumulativamente nell’ambito della stessa spesa, sia pure fino a un tetto di otto tickets.
E’ questa la novità di maggior rilievo anche sul piano pratico introdotta dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122 del 07/06/2017, in vigore proprio dalla data appena indicata, e che ha ridefinito in gran parte il quadro normativo di riferimento in tema appunto di “ticket restaurant”.
Viene quindi superato il limite di “spendibilità” di un buono pasto al giorno precedentemente in vigore (art. 5, comma 1, lett. d) DPCM 18/11/2005), limite in realtà – come abbiamo osservato altre volte – vigente solo “sulla carta” tenuto conto della prassi diffusissima di raccogliere i “buoni” e di utilizzarli in un colpo solo al supermercato per le spese alimentari della famiglia o cose del genere.
Con l’introduzione dei “voucher” elettronici (v. Sediva News del 18/09/2015) si preconizzò che il formato elettronico – consentendo la tracciatura dei ticket (e naturalmente la relativa assegnazione al tale o talaltro lavoratore) fino alla loro presentazione per il consumo presso un esercizio convenzionato – avrebbe nei fatti posto termine all’abuso.
Questa modifica normativa appena intervenuta dovrebbe pertanto a questo punto richiamare tutti (utilizzatori ed esercizi convenzionati) ad una più puntuale osservanza della norma e – stando agli avvisi che stanno apparendo in questi giorni soprattutto in alcuni supermercati – sembra che sia proprio così.
Inoltre il decreto, nell’ampliare la platea degli esercizi convenzionati includendovi anche gli agriturismi, i mercati e gli ittiturismi, conferma che l’emissione dei buoni pasto possa avvenire anche a favore dei dipendenti part-time (e prescindendo dalla previsione nell’orario di lavoro di una pausa per il pranzo) e altresì dei titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.
Ribadite, infine, le caratteristiche essenziali degli ex ticket restaurant quali la non cedibilità, la non cumulabilità (oltre il limite, come accennato all’inizio, di otto buoni), la non commerciabilità e la non convertibilità in denaro.

 (giorgio bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!