Nella sede che tra breve dovrebbe esserci assegnata definitivamente rientra anche un grosso centro commerciale: potremmo aprire l’esercizio proprio qui, oppure si tratta di una facoltà riservata ai comuni?

 

La risposta deve essere senz’altro affermativa, a meno che in queste ore – naturalmente si tratta di… un’astrazione – proprio in quel centro commerciale non venga istituita dalla Regione una farmacia aggiuntiva, come tale da offrire in prelazione al comune territorialmente competente.
Così è infatti, come noto, per tutte le farmacie aggiuntive istituite sino al 2022 nei porti, aeroporti, centri commerciali, ecc., e che sono tenute a osservare dalle altre farmacie soltanto la distanza minima prevista nell’art. 11 del dl. Crescitalia che, per quelle istituite nei centri commerciali, è di 1.500 metri.
Trascurando però questa mera ipotesi, se intendete – come riferisce il quesito – aprire (o in prosieguo trasferire) nella struttura la farmacia relativa alla sede che sta per esservi assegnata, l’autorizzazione al suo esercizio (o all’eventuale successivo spostamento) non potrà evidentemente esservi negata.
Ma questo nel futuro, come del resto è facile dedurre, impedirà definitivamente anche l’istituzione nel centro commerciale di una qualsiasi farmacia aggiuntiva.
Sullo specifico tema è in tal senso anche la sentenza del Tar Valle D’Aosta n. 44 del 20 luglio 2017, che conferma in sostanza quanto appena osservato.

(gustavo bacigalupo)

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