Ho acquistato una farmacia con un armadio stagionale pagando una cifra perché comprendeva anche il giro del dispensario. L’Assessorato ha emanato il decreto solo per la farmacia ripromettendosi di valutare l’eventuale sussistenza dei presupposti che a suo tempo permisero l’apertura del dispensario. Ho da porvi una domanda: il venditore che in atto ha messo anche il dispensato ha venduto qualcosa che non gli apparteneva?

 

Il dispensario, stagionale o permanente che sia, non dovrebbe essere cedibile a terzi, né ovviamente come singolo presidio ma neppure unitamente alla farmacia affidataria: quindi, il Suo interlocutore forse Le ha proprio “venduto qualcosa che non gli apparteneva”.
Naturalmente, qui si tratta in particolare di verificare quale sia stato – secondo le disposizioni del rogito di cessione – il ruolo che le parti hanno assegnato, anche sotto il profilo della valutazione del prezzo complessivo di vendita, al dispensario stagionale.
Si tenga però anche conto che, differentemente dal dispensario permanente [che sin dalla sua istituzione viene assegnato in gestione a una farmacia senza la necessità di rinnovi annuali, salva la revoca per la sopravvenuta attivazione della farmacia relativa alla sede di pertinenza o per altre ragioni di pubblico interesse] l’affidamento di quello stagionale ha effetto – limitatamente al periodo indicato nel provvedimento istitutivo – anno per anno, e dunque in pratica è necessario che ogni anno l’amministrazione adotti un nuovo provvedimento.
La vicenda descritta nella Sua email, che d’altra parte dovrebbe essersi posta proprio per la necessità del “rinnovo” annuale, appare tuttavia abbastanza singolare, perché generalmente le esigenze “stagionali” persistono anche l’anno successivo e perciò è infrequente imbattersi in una scelta comunale contraria alla “conferma” di un dispensario che sia stato regolarmente in esercizio l’anno precedente.
Se allora, come Lei riferisce, “le condizioni che portarono all’apertura ora sono cambiate”, è verosimile che in realtà non sussistessero appieno già al momento dell’istituzione (cioè della prima istituzione) del dispensario.
Ripetiamo però che per il cessionario della farmacia affidataria non sembra costituisca “un diritto acquisito” neppure il riconoscimento del trasferimento a proprio nome e favore del diritto all’esercizio di un dispensario permanente e quindi meno che mai, per le ragioni già accennate, di un dispensario stagionale.
È vero che recentemente il Tar Piemonte (sent. n. 1069/2016) ha mostrato di pensarla in termini diversi, e dunque favorevoli al trasferimento del dispensario unitamente alla farmacia affidataria, ma per la “complessità della questione giuridica rimessa alla valutazione del collegio” il Consiglio di Stato ha rinviato ogni valutazione alla decisione di merito accelerando la fissazione dell’udienza di discussione dell’appello, cosicché la vicenda potrebbe anche essere definita altrimenti.
Per tornare infine al contratto di acquisto, gli aspetti da prendere in considerazione sono quelli indicati all’inizio che potrà pertanto far valutare da un avvocato civilista di Sua fiducia.

(gustavo bacigalupo)

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