Leggo sempre con grande interesse i Vs. articoli e mi riferisco in questo momento a quello recente riguardante l’affrancamento dell’avviamento nel caso in cui un’azienda sia conferita in società.
Sono farmacista titolare individuale e sto pensando di trasferire la farmacia proprio ad una società da creare dando una minima quota a mio padre farmacista che già possiede una quota in altra sas.
Sono infatti solleticato dall’idea del risparmio fiscale ma un commercialista mi dice che l’affrancamento dell’avviamento non è previsto. Vi sarei grato se poteste sciogliere i dubbi.

La legislazione fiscale prevede espressamente la possibilità da parte della società conferitaria di applicare “in tutto o in parte, sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta, un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive, con aliquota del …
Come si vede, tale facoltà può essere legittimamente esercitata anche con riguardo ai beni immateriali, e quindi anche all’avviamento che notoriamente è il bene immateriale per eccellenza (come del resto confermato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate in materia), cosicché la società conferitaria che ha versato e/o verserà l’imposta sostitutiva – 12% del valore attribuito, da pagare in 3 rate annuali – potrà dedurre per quote di ammortamento l’importo iscritto in bilancio.
Ci pare dunque comprensibile che Lei possa essere “solleticato dall’idea del risparmio fiscale” anche perché in realtà in molte circostanze – come potrebbe essere proprio la Sua – il “risparmio fiscale” può rivelarsi consistente.
In definitiva, l’operazione è almeno in questo momento pienamente consentita e non si rinvengono posizioni divergenti sull’argomento, e perciò sorprende che possano esserLe state riferite cose diverse.

(franco lucidi)