Vi scrivo ponendovi un paio di domande in relazione alla costituzione di una società di farmacisti oppure di capitali per l’acquisto di una farmacia. Una domanda è se uno dei soci possa essere a capo di altra società, come me che, ad esempio, ho una srl unipersonale di distribuzione, produzione e commercializzazione nel canale farmaceutico.
E poi, un titolare di farmacia in forma di ditta individuale può essere anche a capo di una srl o altra società?

Lo status di socio di una società di persone titolare di farmacia è notoriamente incompatibile “con qualsiasi attività esplicata nel settore della produzione, intermediazione e informazione scientifica del farmaco”, che è quanto sancisce sub a) il primo comma dell’art. 8 della l. 362/91.
Il possesso quindi dell’intero capitale della srl (“unipersonale”) cui Lei fa cenno è con tutta evidenza in contrasto con tale disposto normativo, perché l’“attività” (qualsiasi, recita la disposizione appena citata) viene espletata all’interno di una struttura impegnata (anche) nel settore della produzione del farmaco.
Inoltre, come sappiamo, il ddl Concorrenza ribadisce in sostanza –  estendendola perciò anche alle società di capitali ove assumano la titolarità o la gestione di farmacie – questa figura di incompatibilità che La riguarda, che è pertanto destinata almeno per il momento a sopravvivere anche nell’ipotesi di approvazione del ddl.
Potrebbero invece non sorgere profili di incompatibilità tra il titolare di una farmacia in forma individuale e lo svolgimento di “qualsiasi attività” in società di persone o di capitali anche se operanti nella “produzione” di medicinali, purché naturalmente a sua volta non titolari di farmacia, dato che in tal caso scatterebbe l’incompatibilità prevista sub b) sempre del comma 1 dell’art. 8.
Abbiamo detto potrebbero, perché una sentenza della Corte Costituzionale (n. 275 del 2003), sia pure incidentalmente, ha configurato proprio sotto questi aspetti una farraginosa equiparazione tra il titolare individuale e il socio, e per di più si tratta di un assunto di recente fatto proprio – ma in termini sostanzialmente acritici e senza porsi alcun problema – anche dal Consiglio di Stato (n. 474 del 3/2/2017).
E però, come abbiamo tentato di illustrare nella Sediva news del 17/02/2017 (“Il titolare di farmacia non può partecipare a una società di gestione di farmacia comunale”), questa tesi di una piena equiparazione (sul versante delle incompatibilità) tra titolare e socio non può essere – almeno per come viene esposta – del tutto convincente, senza contare che, per quel che dovrebbe interessarLe, crediamo sia difficile che qualcuno (autorità amministrativa o altro) possa tentare concretamente e con successo l’ardua impresa di contestarglielo…

(gustavo bacigalupo)