Un farmacista dipendente a tempo determinato può aprire una partita iva e fare delle consulenze?

Un qualunque lavoratore dipendente, a tempo pieno o part-time e a tempo indeterminato o determinato, può liberamente svolgere attività di lavoro autonomo “a partita iva” a favore di qualsiasi soggetto terzo, diverso naturalmente dall’impresa datrice di lavoro.
Egli non può inoltre esercitare attività in concorrenza con quest’ultima, né può rendere pubbliche notizie relative alla produzione e all’organizzazione aziendale.
In ogni caso, il lavoratore deve astenersi da qualsiasi condotta che pregiudichi l’interesse del datore di lavoro, rispondendone – in caso diverso – sia sul piano disciplinare (fino alla misura del licenziamento) che su quello risarcitorio (ovviamente in caso di danno arrecato con la sua attività concorrenziale).
Insomma, fermo il rispetto degli obblighi che derivano al lavoratore dal rapporto di lavoro subordinato (ripetiamo, senza distinzioni tra full time e part-time, né tra il tempo indeterminato e quello determinato), qualsiasi ulteriore e diversa attività, di lavoro autonomo o anch’essa di lavoro dipendente, e purché non incompatibile con quella svolta nel rapporto lavorativo base, deve ritenersi liberamente da lui espletabile.
Nel Suo caso specifico, se abbiamo ben interpretato il laconico quesito, quel farmacista collaboratore, anche se a tempo determinato, potrà dunque svolgere la stessa attività in altre farmacie, a condizione che non siano ubicate in posizione concorrenziale rispetto alla prima.

(giorgio bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!