Da qualche giorno stanno pervenendo anche alle farmacie – da parte del “Registro Telematico Imprese” – bollettini postali apparentemente finalizzati al versamento del diritto annuale alla Camera di Commercio.
Di che si tratta lo si ricava con facilità da quel che si legge sul sito ufficiale della Camera di Commercio, che precisa quanto segue:

Informiamo tutti gli utenti che periodicamente, spesso in occasione dell’iscrizione al Registro delle Imprese o nel periodo di versamento del diritto annuale, vengono spediti alle imprese dei bollettini di pagamento con diciture che possono far credere di essere  stati inviati dalla Camera di Commercio o con frasi che richiamano l’obbligo di pagare quanto richiesto in quanto imprese iscritte alla Camera di Commercio (es.: casellario unico telematico imprese … rilascio certificato di adesione con codice di attribuzione..proposta di inclusione nell’elenco delle ditte….iscrizione al portale….riservato alle ditte iscritte a camera di commercio, industria, agricoltura ed artigianato (cciaa), rilascio certificato di adesione con codice di attribuzione…).
Si tratta di proposte commerciali di servizi “pubblicitari” e le Camere di commercio SONO DEL TUTTO ESTRANEE a questa iniziativa; tali iniziative NON riguardano nessun adempimento della Camera di Commercio, il loro pagamento NON è obbligatorio E NON SOSTITUISCE in alcun modo il pagamento del diritto camerale dovuto per legge.
Ricordiamo a tale proposito che il diritto annuale, tributo che le imprese iscritte al Registro delle Imprese pagano annualmente, viene versato esclusivamente tramite il modello per il pagamento delle imposte sui redditi F24 e non tramite bonifico bancario o bollettino postale.
Il termine per questo pagamento coincide con quello per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi”.

Fin qui dunque la stessa Camera di Commercio ed è chiaro allora che – se pure è vero che l’invio di tali bollettini o i bollettini di per sé non integrano vicende truffaldine – è sicuro che quantomeno creano confusione, se non altro, con quanto annualmente dovuto alla Camera di Commercio dato che, e forse non è un caso, vengono generalmente inviati alle imprese nei periodi di scadenza dei termini di pagamento dei diritti annuali alle CCIAA.
A queste “proposte”, in definitiva, le farmacie possono dare un seguito soltanto ove ritengano seriamente di guadagnare maggiore visibilità sul web (questi infatti sembrano in pratica i “servizi” resi dal “Registro Telematico Imprese”), ma tenendo ben presente che l’eventuale pagamento dei bollettini in questione nulla ha a che fare con il diritto dovuto annualmente alla Camera di Commercio.

(Sediva – Studio Associato)

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