In procinto di finanziare l’automazione del magazzino mi trovo ad avere risposte contrastanti per quello che riguarda la applicazione della c.d. Sabatini.
Secondo la società di leasing, infatti,  per ottemperare a tutte le norme in caso di finanziamento con leasing il pagamento del macchinario va fatto soltanto dopo il collaudo e non sarebbe possibile attuare un prefinanziamento.
Secondo altri, invece, una volta che sia stata approvata la convenzione con il MISE per avere il rimborso non ci sono più vincoli sul finanziamento del macchinario.
Vorrei qualche certezza in più sul modo di operare.

In primo luogo, la stipula del contratto di leasing deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda di finanziamento: soltanto allora sarà possibile dare corso a tutte le fasi contrattuali, ivi compreso il collaudo del macchinario oggetto del contratto stesso.
Infatti, come dispone l’art. 5, comma 4, del D.M. 25 gennaio 2016, attuativo delle disposizioni normative in materia di “Sabatini-ter” “(g)li investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi di cui all’art.  8, comma 1, ovvero entro il termine previsto negli specifici regolamenti comunitari settoriali. Per avvio dell’investimento si intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure [come in questo caso …] la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno  che renda  irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima”.
Quanto all’altro Suo interrogativo, una volta accolta la richiesta di finanziamento, l’investimento – sempre secondo il decreto ministeriale (art.5, comma 5) – deve essere concluso entro e non oltre i dodici mesi dalla data di stipula del contratto di leasing, e per la data di conclusione bisogna fare riferimento a quella dell’ultimo verbale di consegna del bene, che non coincide mai (attenzione!) con il collaudo o con la messa in opera o  l’immatricolazione del bene agevolato.
In ogni caso, una volta perfezionata la consegna, entro 60 giorni – e comunque non oltre i 60 gg. dal termine ultimo per la conclusione dell’investimento, e quindi dal compimento del 12° mese dalla stipula del contratto – va prodotta, a pena di revoca del contributo concesso, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del legale rappresentante dell’impresa, da trasmettere al MISE e attestante l’avvenuta ultimazione dell’investimento.
La dichiarazione sostitutiva deve essere compilata esclusivamente in formato digitale e inoltrata via Web attraverso l’apposita piattaforma presente sul sito del Ministero, inserendo le credenziali trasmesse all’impresa richiedente via PEC.
Entro i successivi 120 giorni dall’invio della dichiarazione sostitutiva si potrà richiedere l’erogazione della prima quota di contributo: il mancato rispetto di questo termine determina la revoca dell’agevolazione.
Infine, le richieste di erogazione delle quote di contributo successive alla prima vanno presentate con cadenza annuale ma non prima di 12 mesi dalla precedente richiesta di erogazione.

(franco lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!