Ho presentato al Sindaco una domanda di trasferimento dei locali farmacia: sono passati quasi 3 mesi ma ancora non ho ricevuto risposta. Posso interpretare questo silenzio come silenzio-assenso e trasferirmi quindi nei nuovi locali?

Il silenzio-assenso, lo ricordiamo, è disciplinato dall’art. 20 della legge 241/1990, secondo cui “nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio dei provvedimenti amministrativi il silenzio dell’amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori domande o diffide […]”.
Ora, il quarto comma dello stesso articolo precisa che a tutti gli atti e provvedimenti concernenti il patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la tutela del rischio idrologico, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, non si applica l’istituto del silenzio-assenso.
L’autorizzazione a trasferire la farmacia da un locale all’altro all’interno della sede è naturalmente uno dei provvedimenti che riguardano la salute e dunque si deve escludere l’applicazione del principio, come in ogni caso ha affermato il CdS con sent. n. 5433 del 13/11/2014.
Trasferire quindi la farmacia senza il rilascio dell’autorizzazione esporrebbe concretamente a misure sanzionatorie amministrative di rilievo, compresa quella della chiusura dell’esercizio.
Contro il persistente silenzio del Sindaco, comunque, Lei potrà agire facendo in tal caso valere dinanzi al Tar il c.d. “silenzio-inadempimento”, previa diffida all’Amministrazione comunale.

(alessia perrotta)

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